Volumi


2023


Jesuits, Conspiracy, and Conspiracy Theory, “Journal of Jesuit Studies” 10 (2023).

Cover Journal of Jesuit Studies

 

 

This special issue of the “Journal of Jesuit Studies” explores the thematic affinity linking the Society of Jesus with conspiracies and conspiracy theories. it draws attention to how anti-Jesuits vilified the order over the centuries on the basis of alleged conspiracies whose extent varied from the episodic to the all-encompassing and that were imagined and posited in ways that tended to be themselves highly conspiratorial.

In this manner, it foregrounds aspects of anti-Jesuitism and conspiracy theories that will recur in the individual contributions.

Per ulteriori informazioni e per scaricare i saggi open access cliccare qui.

 


2022

Le Vatican, acteur global au XXe siècle. Le tournant des années Pie  XII (1939-1958), sous la direction de Marie Levant, Laura Pettinaroli et Olivier Sibre, in “Monde(s). Histoire, espace, relations”, 22 (2022).

Couverture 22 Monde(s)

L’ouverture en 2020 des archives du pontificat de Pie XII (1939-1958) invite les chercheurs à reprendre l’étude de cette période particulièrement riche du point de vue de l’histoire globale. Quel a été le positionnement du Saint-Siège dans un système international bouleversé par la guerre, puis profondément recomposé à la fois par les débuts de la décolonisation, la bipolarisation de la Guerre froide, l’élaboration d’une Europe unie à l’Ouest, mais aussi la mise en place d’un multilatéralisme d’une ampleur inédite ? Comment la vieille machine de la diplomatie vaticane, acteur global par excellence, anticipe-t-elle et accompagne-t-elle ces bouleversements et ces reconfigurations ? Au-delà même du dispositif diplomatique au sens strict (Secrétairerie d’État, nonciatures, dans une moindre mesure délégations apostoliques), il convient de s’intéresser de façon large aux moyens dont dispose le Saint-Siège pour agir dans le monde (diocèses, congrégations religieuses, mouvements de laïcs, partis politiques) et pour le façonner sur le plan idéologique. Ce numéro présente des bilans historiographiques et des pistes de recherche nouvelles à l’échelle globale, associant les questions transversales (Seconde Guerre mondiale, droits humains, guerre froide) et des perspectives aréales asiatique, africaine, proche-orientale et sud-américaine. Avec les contributions de Marie Levant, Laura Pettinaroli, Olivier Sibre, Raffaella Perin, Daniele Menozzi, Philippe Chenaux, Loris Zanatta, Edouard Coquet, Dominique Trimbur, Maria Chiara Rioli et Marie de Rugy.
Ulteriori informazioni


Tertulliano, Il digiuno, a cura di Maria Dell’Isola, Paoline, Milano 2022

Nel suo scritto Tertulliano cerca di dare risposta a un quesito, giustamente percepito da lui come ineludibile: che ruolo e che spazio devono avere il corpo e la corporeità nell’esperienza religiosa cristiana? La risposta di Tertulliano, sin dall’esordio dell’opera, chiama in causa l’integralità della fede in Gesù, il Cristo. Non vi può essere una professione di fede disincarnata: il rigore della prassi religiosa non può essere distinto dalla fermezza nella professione della propria fede ma, anzi, ne è testimonianza necessaria. Scrive la curatrice del volume, Maria Dall’Isola: «Il digiuno di Tertulliano non sembra aver suscitato finora un forte interesse negli studiosi […]. Eppure, questo è un trattato che rappresenta una fonte preziosa di informazioni non soltanto sul piano più tradizionale della riflessione storiografica sui conflitti tra i gruppi cristiani dei primi secoli o, più nello specifico, sul ruolo che il montanismo rivestì nel conflitto che vide Tertulliano prendere le distanze dalla Chiesa di Cartagine. La ricchezza di quest’opera risiede infatti anche e soprattutto nel linguaggio ricercato e nelle immagini fortemente evocative con cui Tertulliano dipinge quella che è la sede primaria della pratica ascetica del digiuno: il corpo umano»”. Il volume fa parte della collana Letture cristiane del primo millennio, diretta da Gabriele Pelizzari. Una collana che, grazie alla competenza di specialisti, rende accessibili opere e antologie tematiche di questa letteratura nel testo originale, ricavato dalle migliori edizioni critiche disponibili, e con accurate traduzioni.
Ulteriori informazioni

Chiara Petrolini, Vincenzo Lavenia, Sabina Pavone, Sacre metamorfosi. Racconti di conversione tra Roma e il mondo in età moderna, Roma, Viella, 2022 (La storia. Temi, 104).
 

Tra Cinque e Settecento a Roma confluì un’infinità di storie di conversioni inviate da missionari attivi in Africa, Asia e America, un corpus colossale di racconti di cui questo volume raccoglie e commenta un’ampia selezione. Nonostante i tentativi delle autorità cattoliche per irreggimentarli in un genere “edificante”, si tratta di racconti spirituali che testimoniano una realtà, nei fatti, spesso brutale: bambini rapiti, principi suicidi, adolescenti inseguiti con un’ascia, schiavi condannati al patibolo dopo una breve catechesi. Eppure, queste storie sono attraversate da una certa felicità narrativa e catturano lo scambio tra visibile e invisibile proprio di ogni conversione, evocando visionarie metamorfosi di corpi e di anime. A Ceylon uno stormo di aironi parlanti rapisce un contadino hindu che poi si fa cristiano, nelle foreste del Brasile un crocifisso ligneo solleva la testa e induce alla conversione un intero regno, e così via, passando per schiave georgiane, neonati persiani, regine angolane, ciechi cantori giapponesi, indemoniate vietnamite. Suddiviso in sezioni tematiche, il libro combina i sofisticati strumenti e i necessari filtri della ricerca storica con una lettura dei testi sempre attenta al dettaglio, così da restituirne la ricchezza di significati e l’esuberanza linguistica, senza coprire il rumore di fondo di una folla di esistenze appena delineate, eppure memorabili.
Ulteriori informazioni


R. Barcellona, Donne in scena. Saperi Poteri Religioni con un saggio di M. Poma (Quaderni di Arabeschi. Studi 13), duetredue edizioni, 2022.

Donne in scena è l’esito di una ricerca avviata a partire da un’esigenza didattica, nella quale hanno finito con l’incontrarsi una personale (e pluridecennale) passione per il cinema e un filone di studi (ormai fecondo a livello nazionale e internazionale), che si dedica alle relazioni fra religioni, cinema e arti. Relazioni antiche, anzi originarie, che sono ancora variamente declinate, attive e vivaci. Il volume presenta cinque figure femminili e sette film, esempi di ricezione contemporanea: riscritture per immagini e parole di storie diventate miti, di leggende diventate storia, di donne diventate simboli. E si chiude con un saggio sulla ‘più donna fra le sante’, Maria la Maddalena, in forma di giro virtuale dentro le sale del Louvre, alla scoperta, o alla riscoperta, di alcune rappresentazioni del personaggio, tra celebrazione della bellezza e dell’enigma femminili.


Protagonisti e antagonisti del Primato. Cristianesimo Poteri Istituzioni. Studi per Teresa Sardella, a cura di Rossana Barcellona e Arianna Rotondo, Rubbettino 2022.

 
Fulcro della riflessione a più voci offerta dal volume, il Prim
ato della chiesa romana costituisce un tema storico e storiografico dai numerosi livelli problematici, diacronico per eccellenza, str
aordinariamente longevo. Con saggi dedicati ad antichità, medioevo, età moderna, età contemporanea, la prima sezione presenta alcuni protagonisti, eventi e processi esemplari, in un vasto spettro geografico che ruota intorno a Roma e all’Occidente cattolico, ma si proietta anche oltre tali confini (gli autori nell’ordine sono: Ramón Teja, Emanuela Prinzivalli, Raffaele Savigni, Maria Clara Rossi, Paolo Cozzo, Giuseppe Ruggieri, Giovanni Vian). La seconda sezione, come suggerisce il titolo: Approfondimenti e ricerche in corso, raccoglie i contributi di studiosi di formazione più recente (Tiziana Danelli, Antonio Mursia, Maria Fallica, Francesca Campigli), che qui presentano risultati di approfondimenti sul tema o indagini in progress. La varietà di periodi, personaggi, questioni e fatti evocati, apre a lettrici e lettori quadri d’insieme o spiragli, mostrando fili e intrecci di una storia assai lunga, una storia ancora in gran parte da scrivere.
Per ulteriori informazioni cliccare qui.

 
Tommaso Caliò, Una terra di martiri. Narrazioni agiografiche e industria culturale nell’Italia contemporanea, Roma, Viella, 2022 (sacro/santo, 31)
 
Una terra di martiri. Narrazioni agiografiche e industria culturale nell'Italia contemporanea - Tommaso Caliò - copertinaL’espressione «terra di martiri» evoca lo stretto rapporto che lega coloro che hanno sacrificato la propria vita per un ideale con i luoghi che ne conservano i corpi e le comunità che ne tramandano la memoria. A partire dall’Ottocento, la figura del martire si impone quale prodotto caratteristico dell’industria culturale italiana, svolgendo una funzione fondamentale nel racconto della nazione e plasmandone in profondità l’immaginario. La Chiesa cattolica, con l’incessante lavoro della sua fabbrica dei santi, ha continuato ad avere un ruolo trainante in queste dinamiche. Tuttavia, con i processi di secolarizzazione della società, tali schemi narrativi hanno cessato di appartenere in maniera esclusiva al discorso religioso, per divenire parte integrante del linguaggio politico, della propaganda militare, della retorica istituzionale. La categoria del martire è stata così ripresa e applicata di volta in volta ai soldati morti per il potere temporale del papa e agli eroi dell’epopea risorgimentale, ai caduti delle forze armate e ai combattenti partigiani, ai militari morti in missione di pace e alle vittime della mafia.
Per ulteriori informazioni cliccare qui.

Donatella Tronca, Christiana choreia.  Danza e cristianesimo tra Antichità e Medioevo, Roma, viella, 2022

Christiana choreia è una chiave interpretativa delle forme e dei modi con cui gli intellettuali cristiani, dall’Antichità alle soglie del  Medioevo, hanno percepito e tentato di regolamentare la danza. Guidato da un’analisi di tipo storico-semantico e storico-culturale, questo libro offre, nelle prime pagine, una ricostruzione delle concezioni che i cristiani avevano ereditato dal mondo antico: in particolare le teorie platoniche relative alla choreia della Città ideale, il concetto di schema e il pregiudizio romano sul mestiere del danzatore, sempre marchiato dallo stigma di infamia. L’ipotesi di fondo è che si sia giunti alla formulazione di un’antropologia cristiana della gestualità coreutica che invitava gli uomini a diventare i perfetti imitatori di una choreia angelica come anticipazione della Città celeste: i corpi degli uomini erano strumenti musicali che, correttamente istruiti all’imitazione del moto degli angeli, avrebbero dovuto produrre all’unisono quella melodia armonica capace di arrivare direttamente a Dio. Christiana choreia era dunque uno strumento cognitivo che consentiva di disciplinare le forme, i tempi e i modi di appartenenza alla comunità cristiana.
Per ulteriori informazioni cliccare qui


Francesco Tacchi, La Curia romana e la Germania durante la crisi modernista. L’Integralismusstreit tedesco (1900-1914), Viella 2022 (Ricerche dell’Istituto Storico Germanico di Roma, 16).

Nella fase più acuta della crisi modernista l’attenzione della Curia romana fu molto spesso rivolta al contesto tedesco, dove la minoranza cattolica appariva profondamente divisa in merito a questioni di fondamentale importanza per la sua vita nel Kaiserreich d’impronta protestante. Proprio nella Germania, d’altra parte, i cattolici ‘integrali’ riuniti attorno a monsignor Umberto Benigni nel Sodalitium Pianum riconobbero il luogo di origine e diffusione di una pericolosa forma di modernismo estesa alla sfera culturale, politica e sindacale, di cui sarebbero stati promotori settori importanti del cattolicesimo tedesco. Sulla scorta di un’ampia documentazione vaticana, il volume offre per la prima volta una ricostruzione complessiva dell’atteggiamento della Santa Sede di fronte agli sviluppi interni alla Germania cattolica d’inizio Novecento.
Per ulteriori informazioni cliccare qui


Francesco Tacchi (Bearb.), Vatikanische Quellen zum deutschen Gewerkschaftsstreit. Die bischöflichen Gutachten und die Entstehung der Enzyklika »Singulari quadam« (1912), Brill 2022.

Cover Vatikanische Quellen zum deutschen Gewerkschaftsstreit

In 1912, Pope Pius X promulgated the encyclical “Singulari quadam” about the German “Gewerkschaftsstreit” (trade union controversy).
This volume reconstructs for the first time the drafting process of this important document on the basis of the sources in the Apostolic Vatican Archive.
It reproduces the complete texts of the German bishops’ reports which influenced the contents of the encyclical.
Per ulteriori informazioni cliccare qui

 


2021


Fabrizio D’Avenia, Giannettino Doria. Cardinale della Corona spagnola (1573-1642), Roma, Viella, 2021.
 
Giannettino Doria, cardinale della Corona spagnola, incarna il profilo internazionale tipico di un ecclesiastico diviso tra plurime lealtà politiche, nel contesto delle trasformazioni che tra XVI e XVII secolo coinvolsero la Monarquía católica degli Asburgo e la Santa Sede.Il libro ne ricostruisce le origini genovesi, l’orgogliosa appartenenza familiare, la lunga formazione spagnola e le complesse negoziazioni della promozione cardinalizia, per poi illuminare le relazioni di potere, le frustrate ambizioni di carriera nella Curia romana e le scelte politiche e pastorali, improntate a una gelosa difesa della sua reputazione e giurisdizione, che scandirono la sua seconda vita in Sicilia come arcivescovo di Palermo e viceré ad interim.Dall’analisi di un’ampia geografia di fonti emerge una figura assai più complessa rispetto alle ricostruzioni agiografiche finora prevalenti, legate al suo protagonismo nell’invenzione del culto di Santa Rosalia e nella liberazione dalla peste del 1624.

Pierluigi Banna, L’ambigua religiosità dei primi cristiani. Una rilettura critica della Teologia delle Religioni alla luce delle fonti cristiane dei primi secoli (Teologia e saperi, 4), Vita e Pensiero, Milano 2021. 
 
L'ambigua religiosità dei primi cristianiLe religioni, così come le intendiamo oggi, non sono sempre esistite. Come spiega Pierluigi Banna in L’ambigua religiosità dei primi cristiani, il concetto di religione proprio della cultura occidentale è frutto di un’operazione dei primi cristiani (I-III secolo), che intendevano presentare la propria fede sia in opposizione sia a compimento di tutte le espressioni di religiosità non giudaica che li avevano preceduti. I culti superstiziosi dell’antichità venivano perciò accusati di idolatria, evemerismo e demonolatria in opposizione alla vera religiosità. Eppure, gli stessi cristiani pretendevano di aver ricevuto per rivelazione divina il pieno compimento dei frammenti di verità rinvenibili in pratiche religiose, filosofiche e sociali del mondo classico. In questa oscillazione continua tra critica spietata e valorizzazione dei frammenti consiste l’ambiguità stessa della religiosità cristiana. Tale ambiguità, che se unilateralmente affermata è foriera di violenza sociale, espone la pretesa di essere mantenuta in equilibrio dalla stessa assistenza divina che impedisce alla religiosità cristiana di rinchiudersi nelle maglie della superstizione. 
 

Michele Lodone, I segni della fine. Storia di un predicatore nell’Italia del Rinascimento, Viella, 2021.

Il 18 dicembre 1513, dal pulpito di Santa Croce, il predicatore Francesco da Montepulciano profetizzò una serie di sciagure che avrebbero colpito Firenze. L’episodio impressionò i contemporanei, afflitti da guerre ed epidemie, ma è stato ridotto dalla critica a un’eco delle idee di Girolamo Savonarola. Grazie a una ricerca di prima mano su documenti e manoscritti, Michele Lodone mostra il peso di una tradizione diversa, e il rifiorire di attese apocalittiche coltivate per secoli ai margini dell’ordine francescano.

Le varie emozioni di chi ascoltò la predica (paura, preoccupazione, scetticismo) consentono all’autore di illuminare in modo originale la parzialità e soggettività di ogni testimonianza. Seguendo le tracce di Francesco attraverso fonti disparate, il libro mostra l’evoluzione di un uomo che, prima di trasformarsi in profeta, era stato eremita e predicatore di pace, e aveva tentato, alla vigilia della Riforma che divise il mondo cristiano, di riformare almeno se stesso e i propri compagni.
Ulteriori informazioni


Marco Papasidero, Miracula et benefitia. Malattia, taumaturgia e devozione a Licata e in SIcilia nella prima età moderna, Edizioni Carmelitane 2021

Tra il 1625 e il 1627 venne celebrato a Licata un “processo” sui miracoli attribuiti a sant’Angelo carmelitano, il cui martirio, secondo la tradizione agiografica, sarebbe avvenuto proprio nella città affacciata sul Canale di Sicilia. In quel luogo, inoltre, sarebbe sgorgata una fonte d’acqua miracolosa, tuttora esistente, medium privilegiato di miracoli e guarigioni. I 113 testimoni interrogati ci consegnano un complesso affresco storico, in cui le vicende della peste che colpì la Sicilia nel 1624 e Licata nel 1625 si intrecciano con la storia della medicina e delle pratiche di guarigione messe in atto nel santuario, contribuendo a tratteggiare il contesto culturale e sociale della Sicilia di prima età moderna. Il volume propone un dettagliato studio degli atti del processo, analizzati da una prospettiva storico-culturale, e ne fornisce la prima edizione critica.
Per saperne di più


Rossana Barcellona, Storie di vescovi e re. Religione e politica nell’Occidente cristiano dopo l’impero, con un saggio di Teresa Sardella,  Rubbettino 2021.

Storie di vescovi e re. Religione e politica nell'Occidente cristiano dopo l'impero - Rossana Barcellona - copertinaQuesto volume raccoglie tre saggi di Rossana Barcellona e un contributo di Teresa Sardella, distillato di alcuni dei suoi studi sulla storia della chiesa di Roma al tempo di papa Simmaco. A legare i quattro capitoli è l’interesse per i processi di trasformazione e di assestamento che attraversano l’Occidente e ne ridisegnano il quadro politico-istituzionale, oltre che religioso e culturale, all’indomani della caduta dell’impero. L’arco cronologico entro il quale si muovono è contenuto dentro un secolo che ha in un certo senso metabolizzato la realtà della fine dell’impero, il secolo VI: un segmento di tempo nel quale si avviano o consolidano dinamiche destinate a segnare buona parte del medioevo, con protagonisti vescovi e re. In Occidente, infatti, i regni romano-barbarici, che soppiantarono l’ex impero, riorganizzarono forme di stabilità politica e sociale facendo leva sulle chiese e sulle gerarchie ecclesiastiche: i complessi intrecci di queste relazioni costituiscono il canovaccio stesso del tessuto storico sul quale si innestano le vicende dei secoli successivi.


Paolo Cozzo, In cammino. Una storia del pellegrinaggio cristiano, Carocci, 2021.

In cammino - Paolo Cozzo - copertinaIl pellegrinaggio è uno dei fenomeni più radicati e rilevanti nella storia del cristianesimo. Nel corso dei secoli, generazioni di fedeli hanno provato il desiderio di mettersi in cammino – percorrendo brevi distanze o attraversando interi continenti, impiegando poche ore o lunghi anni – per cercare l’incontro con Dio in luoghi e tempi “speciali”. Questa aspirazione ha accompagnato lo sviluppo del cristianesimo seguendone progressi, tensioni e rotture dal tardoantico all’età contemporanea, per giungere fino ai nostri giorni. Adottando una prospettiva storica, il volume analizza motivazioni religiose e spirituali, condizionamenti politici e istituzionali, risvolti sociali ed economici, aspetti materiali e ambientali di una pratica diffusa a livello planetario che, in contesti geografici e cronologici diversi, ha coinvolto, e lo fa tuttora, laici ed ecclesiastici, individui e comunità, masse ed élite.
Per saperne di più


2020


Luca Sandoni, Addomesticare la Rivoluzione. I «principî del 1789» nella cultura cattolica francese del Secondo Impero, Pisa, Edizioni della Normale, 2020.
Addomesticare la Rivoluzione. I «principî del 1789» nella cultura cattolica francese del Secondo Impero-0Negli anni del Secondo Impero, il cattolicesimo francese è attraversato da un vivace dibattito intorno alla Rivoluzione e ai suoi valori. Mentre nel paese si afferma un regime conservatore che appare al tempo stesso come erede ed esecutore testamentario della Grande Révolution e che si pone sotto l’egida dei «grandi principî del 1789», laici ed ecclesiastici si interrogano e discutono, in pubblico e in privato, sulla possibilità di conciliare i valori rivoluzionari con la dottrina cattolica e sull’atteggiamento da tenere di fronte alle istituzioni moderne che ne sono scaturite.
Il libro ricostruisce questo dibattito nelle sue molteplici articolazioni politiche e religiose, mettendolo in relazione con il contesto ecclesiale del tempo, segnato dalla questione romana e dalla deriva intransigente del pontificato di Pio IX, e fornendo nuovi elementi per mettere a fuoco il rapporto tra Chiesa e Rivoluzione.

Michele Lodone, Invisibile come Dio. La vita e l’opera di Gabriele Biondo, Pisa, Edizioni della Normale, 2020. 

Invisibile come Dio. La vita e l'opera di Gabriele Biondo-0Intorno al 1470, Gabriele Biondo lasciò Roma, distaccandosi dall’educazione impartitagli dal padre, l’umanista Biondo Flavio, e dalla carriera curiale dei fratelli. Dalle montagne di Modigliana – mentre l’Italia era scossa dalle guerre e dal proliferare di profezie sulla fine dei tempi – Biondo divenne la guida spirituale di una comunità di donne e di uomini che vivevano a Firenze, Bologna e Venezia. Il libro ricostruisce per la prima volta la parabola di questa figura enigmatica, la cui opera mistica e apocalittica, pur denunciando Girolamo Savonarola come Anticristo, fu a sua volta processata per eresia. Emerge così, in tutta la sua complessità, il caleidoscopio di esperienze religiose che animarono la penisola italiana tra XV e XVI secolo: esperienze non sempre riconducibili allo scontro tra ortodossia ed eterodossia che pochi anni dopo la morte di Biondo, avvenuta nel 1511, si impose come conseguenza della Riforma

Ulteriori informazioni


Maria Dell’Isola, L’ultima profezia. La crisi montanista nel cristianesimo antico, Trapani, Il Pozzo di Giacobbe, 2020.
Ultima profeziaSorto in Asia Minore nella seconda metà del II secolo d.C., il movimento della “Nuova Profezia”, noto successivamente come montanismo, suscitò presto reazioni contrastanti. Il profetismo estatico rappresentò la causa principale del dibattito, e la condanna per eresia decretò la perdita conseguente degli scritti che erano stati composti dai membri del movimento. Questo libro si propone di restituire una visione completa della crisi montanista, cercando di gettare luce sulle questioni fondamentali che ne caratterizzano la tradizionale ricostruzione storiografica. L’autenticità degli oracoli pronunciati dai profeti e dalle profetesse del movimento, il loro legame eventuale con l’esegesi scritturistica e infine la rappresentazione eresiologica nella quale i protagonisti di questa storia si muovono sono le chiavi di lettura privilegiate attraverso cui viene condotta una nuova analisi su quello che è considerato uno dei momenti di massima tensione nel cristianesimo dei primi secoli.

Rossana Barcellona, L’eredità di una regina. Redegonda e lo scandalo di Poitiers (589-590), Rubbettino 2020

L' eredità di una regina. Radegonda e lo scandalo di Poitiers (589-590) - Rossana Barcellona - Libro - Rubbettino - Armarium | IBS
Radegonda, figlia del re dei Turingi, fa l’ingresso nella Storia da prigioniera di
guerra, nel 531: aveva poco più di dieci anni quando, dopo il conflitto conclusosi con la strage del suo popolo, venne inclusa nel bottino del re franco Clotario I, che alcuni anni più tardi l’avrebbe presa in moglie. Le fonti che contribuiscono a tracciarne il profilo insistono sulla tenace vocazione religiosa della principessa turingia, più propensa alle nozze celesti, cui infine approda, che a quelle terrene, da lei contrastate, subite e poi infrante. Mettendo a dialogare la varia documentazione che ne puntella le vicende, il presente studio fa emergere la dimensione storica sottostante i modelli trasmessi dalle fonti agiografiche, e specialmente il ruolo di Radegonda quale personaggio innovativo e di raccordo fra epoche e ideologie. In questo quadro assume particolare significato lo scandalum di Poitiers, cioè la crisi lunga e persino cruenta che travaglia – poco dopo la morte della regina-monaca – il monastero femminile da lei fondato a metà degli anni Cinquanta del VI secolo: la sua eredità in senso pieno da diverse prospettive.

 


Laura Carnevale, Obbedienza di Abramo e sacrificio di Isacco, Il Pozzo di Giacobbe, 2020.
 

Obbedienza di Abramo e sacrificio di Isacco. La ricezione di un racconto violento tra giudaismo e cristianesimo antico - Laura Carnevale - copertinaIl sacrificio (o “legatura”) di Isacco in Genesi 22 è un racconto intenso nella sua violenta solennità, che nel tempo, anche per neutralizzarne i picchi tragici, è stata compreso e spiegato come prova di obbedienza e/o di fede da parte dell’uomo e di autorità da parte di Dio. Diversamente da altri sacrifici umani testimoniati da storia, mito, letteratura, l’azione richiesta ad Abramo è un unicum. Non solo non “serve” a un obiettivo politico, sociale o religioso, ma sembra contraddire la garanzia divina della discendenza promessa al patriarca. Attraverso l’analisi di fonti testuali e iconografiche, il libro ricostruisce la storia della ricezione di Genesi 22, esplorando le radici del racconto e quindi la sua esegesi fra giudaismo del Secondo Tempio, giudaismo rabbinico e cristianesimo antico. Si ripercorrono altresì le fasi della identificazione dell’altare del sacrificio come luogo di culto e di pellegrinaggio, nonché il senso del suo radicamento nello spazio sacro di Gerusalemme.
Per saperne di più


Elena Zocca, Infanzia e santità. Un difficile incontro alle origini del cristianesimo, Viella 2020 (Sanctorum. Scritture, pratiche, immagini, 7)

Gli antichi attribuivano grande importanza alla prole e amavano i loro figli; valutavano però negativamente l’infanzia, imputandole ignoranza, mancanza di raziocinio, incapacità di autodominio e, soprattutto, incompiutezza.

Il cristianesimo delle origini, nato in ambiente semitico e presto diffusosi nel mondo greco-romano, condivise sostanzialmente l’opinione corrente. Tuttavia, il ricordo di un Gesù attorniato dai bambini, feste in onore di piccoli martiri, una predicazione sempre più interessata al valore salvifico dell’infantia Christi suggerirono una diversa considerazione per la prima età, che cominciò ad essere apprezzata per le sue specifiche peculiarità. Il volume ripercorre il processo, talvolta tortuoso, che condusse infanzia e santità ad incontrarsi, proponendo un viaggio fra storia, letteratura, costume e iconografia.
Per saperne di più


Lo spazio dell’infanzia. Profili, problemi, prospettive tra passato e presente, a cura di Rossana Barcellona e Teresa Sardella, Mimesis 2020

Lo spazio dell'infanzia. Profili, problemi, prospettive tra passato e presenteTrattare l’infanzia implica l’assunzione della sua dimensione culturale, mutevole con il variare delle coordinate geografiche e cronologiche; e comporta anche il riconoscimento della sua conna
turata fragilità biologica, che si traduce in marginalità sociale, storica e storiografica. Il volume intende individuare aree di intersezione e contiguità, come anche elementi di rottura, nel passaggio fra diverse epoche, società, mentalità, religioni, e fra diversi “spazi” non solo geografici. La riflessione plurale cerca di cogliere la sfida che le scienze umanistiche lanciano a chi le coltiva: possono i saperi umanistici contribuire non solo alla comprensione ma anche alla gestione di questioni urgenti delle società contemporanee, come quelle generate dall’incontro fra culture e dal divario sempre più sensibile fra chi ha voce nei dibattiti pubblici (non solo scientifici) e chi non ne ha, e storicamente non ne ha mai avuta, come l’infanzia?
Il tema dell’infanzia è declinato a partire dalla parola chiave “spazio”: lo “spazio” compare nel titolo del volume e in quelli di tutti i  contributi, e può considerarsi una sorta di assunto metodologico.
Lo spazio va, infatti, inteso come luogo metaforico, cioè come contenitore misurabile in termini di importanza, attenzione, cura, e interesse riservati all’infanzia nei diversi ambiti indagati. La percezione di una labilità di lunghissima durata e l’esigenza di uno “spazio” specificamente e significativamente connotato, necessario anche come strumento cognitivo e interpretativo, accomunano la prospettiva di tutti i saggi raccolti in questo volume


Francesco Scorza Barcellona, Magi, infanti e martiri nella letteratura cristiana antica, a cura di T. Caliò, E. Zocca, Viella, 2020 (sacro/santo, 29)

Gli studi raccolti nel volume sono rappresentativi del pluridecennale percorso di ricerca di Francesco Scorza Barcellona e del suo peculiare approccio all’agiografia antica. Una prima sezione propone tre saggi pionieristici sulla santità infantile, indagata attraverso la vicenda omiletica dei santi Innocenti e quella agiografica dei martiri bambini. Nella seconda si ripercorre il culto dei Magi, in un viaggio ideale fra Oriente ed Occidente, dalla letteratura patristica al Milione di Marco Polo. La terza e ultima sezione manifesta il particolare interesse del nostro autore per le identità agiografiche complesse o liminali: Vittore, il martirio femminile e quello donatista. Gli articoli inclusi nella raccolta rimangono a tutt’oggi punti di riferimento obbligati sui soggetti trattati.
Ulteriori informazioni


Querciolo Mazzonis, Riforme di vita cristiana nel Cinquecento italiano, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2020

Il libro esamina in chiave comparativa le compagnie dei barnabiti e delle angeliche, delle orsoline e dei somaschi, fondate nel nord Italia negli anni Trenta del Cinquecento da Battista da Crema, Angela Merici e Girolamo Miani. Attraverso la prospettiva delle concezioni di ‘vita cristiana’ la ricerca considera i sodalizi in continuità con un movimento di ripensamento degli ideali di perfezione radicato nel Quattrocento e in rapporto ad altri istituti coevi, a circoli riformatori irenici e ad ambienti ecclesiastici post-tridentini. Il libro intende mettere in luce la complessa articolazione e la fluidità delle percezioni del vivere cristiano, della salvezza e della Chiesa presenti nel XVI secolo. Al contempo sostiene che le compagnie furono una specifica espressione di una più ampia corrente ascetico-mistica ‘non-convenzionale’ tesa alla riforma della società più che della Chiesa, che si affermò parallelamente agli ambienti riformatori italiani aperti alle istanze protestanti.
Per saperne di più


Giancarlo Rinaldi, Archeologia del Nuovo Testamento, Roma, Carocci, 2020

L’archeologia non si pone lo scopo di dimostrare bensì quello di aiutare nella comprensione esegetica. Il volume si divide in tre parti. Nella prima si traccia un profilo di storia del popolo giudaico dall’epopea dei Maccabei contro Antioco IV fino al principato di Domiziano che vede la composizione dell’Apocalisse di Giovanni. Nella seconda si affronta una lettura del Nuovo Testamento soffermandosi sui reperti archeologici, gli aspetti linguistici, gli eventi di storia romana che giovano a una sua piena comprensione. Nella terza parte v’è l’esame di fonti documentarie che meritano attenzione: iscrizioni, papiri, monete. Alcune epigrafi sono legate a personaggi come Ponzio Pilato o quel Gallione incontrato da Paolo a Corinto, oppure ai politarchi di Tessalonica; altri a monumenti e luoghi, come a Gerusalemme l’iscrizione di Teodoto, la lex templare, le attestazioni onomastiche degli ossuari, etc. Anche i papiri, offrono il loro contributo: è il caso dei papiri astrologici oppure il papiro giovanneo della John Ryland Library di Manchester che contribuisce a una datazione alta del quarto vangelo, per non parlare dei grandi ritrovamenti di Qumran e di Nag Hammadi. La grande stagione dei ritrovamenti d’Ossirinco ha inaugurato una nuova era per lo studio del lessico greco del Nuovo Testamento. I reperti ci persuasero che il greco del Nuovo Testamento era quello  ricorrente nelle fonti documentarie. La terza parte prende in considerazione le monete. Si può partire dal “Date a Cesare quel che è di Cesare” che Gesù pronuncia avendo in mano una moneta tiberiana con il genitivo di possesso della sua leggenda. E poi le monete di Erode il Grande e dei suoi epigoni, Erode Agrippa I e II, che attestano la duplice politica di questi personaggi che volta per volta esibivano il volto del sovrano ellenista oppure quello rispettoso dei sudditi giudei. Ponzio Pilato coniò monete di esplicito contenuto pagano atte a provocare lo sdegno dei suoi provinciali. Altra coniazione di gran rilievo è quella, di età flavia, che raffigura la Iudaea capta, simboleggiata da una donna mestamente seduta sotto una palma. Le coniazioni più significative sono quelle che celebrano l’Aeternitas Romae raffigurando una donna in piedi che regge gli astri eterni, il sole e la luna. Quest’enfasi sulla città che è senza fine è antitetica al messaggio dell’apocalisse giovannea dove troviamo inni di gioia alla notizia del crollo di Roma. L’archeologia non si pone lo scopo di dimostrare bensì quello di aiutare nella comprensione esegetica. Il volume si divide in tre parti. Nella prima si traccia un profilo di storia del popolo giudaico dall’epopea dei Maccabei contro Antioco IV fino al principato di Domiziano che vede la composizione dell’Apocalisse di Giovanni. Nella seconda si affronta una lettura del Nuovo Testamento soffermandosi sui reperti archeologici, gli aspetti linguistici, gli eventi di storia romana che giovano a una sua piena comprensione. Nella terza parte v’è l’esame di fonti documentarie che meritano attenzione: iscrizioni, papiri, monete. Alcune epigrafi sono legate a personaggi come Ponzio Pilato o quel Gallione incontrato da Paolo a Corinto, oppure ai politarchi di Tessalonica; altri a monumenti e luoghi, come a Gerusalemme l’iscrizione di Teodoto, la lex templare, le attestazioni onomastiche degli ossuari, etc. Anche i papiri, offrono il loro contributo: è il caso dei papiri astrologici oppure il papiro giovanneo della John Ryland Library di Manchester che contribuisce a una datazione alta del quarto vangelo, per non parlare dei grandi ritrovamenti di Qumran e di Nag Hammadi. La grande stagione dei ritrovamenti d’Ossirinco ha inaugurato una nuova era per lo studio del lessico greco del Nuovo Testamento. I reperti ci persuasero che il greco del Nuovo Testamento era quello  ricorrente nelle fonti documentarie. La terza parte prende in considerazione le monete. Si può partire dal “Date a Cesare quel che è di Cesare” che Gesù pronuncia avendo in mano una moneta tiberiana con il genitivo di possesso della sua leggenda. E poi le monete di Erode il Grande e dei suoi epigoni, Erode Agrippa I e II, che attestano la duplice politica di questi personaggi che volta per volta esibivano il volto del sovrano ellenista oppure quello rispettoso dei sudditi giudei. Ponzio Pilato coniò monete di esplicito contenuto pagano atte a provocare lo sdegno dei suoi provinciali. Altra coniazione di gran rilievo è quella, di età flavia, che raffigura la Iudaea capta, simboleggiata da una donna mestamente seduta sotto una palma. Le coniazioni più significative sono quelle che celebrano l’Aeternitas Romae raffigurando una donna in piedi che regge gli astri eterni, il sole e la luna. Quest’enfasi sulla città che è senza fine è antitetica al messaggio dell’apocalisse giovannea dove troviamo inni di gioia alla notizia del crollo di Roma.

Claus Arnold, Giovanni Vian, La Redazione dell’Enciclica Pascendi. Studi e documenti sull’antimodernismo di Papa Pio X, Stuttgart, Anton Hiersemann Verlag, 2020

Mit der Enzyklika Pascendi dominici gregis von 1907 verordnete Papst Pius X. der römisch‑katholischen Kirche einen Antimodernismus, der in seinen theologischen, politischen und sozialen Auswirkungen mindestens bis hin zum II. Vatikanischen Konzil prägend blieb. Der vorliegende Band klärt erstmals umfassend den Entstehungsprozess von Pascendi, offenbart den Beitrag der verschiedenen geistigen Väter der Enzyklika, ihre Intentionen, Quellen und Feindbilder, und lässt nicht zuletzt den Anteil von Pius X. in neuer Weise hervortreten. Damit wird ein grundlegender Text der Kirchen‑ und Geistesgeschichte des 20. Jahrhunderts für die weitere Forschung kritisch erschlossen.
The Encyclical Pascendi dominici gregis (1907) is one of the most momentous papal documents. Through Pascendi Pius X imposed an antimodernist agenda on the Roman Catholic Church with theological, political and social implications, palpable until the Second Vatican Council and well beyond. For the first time the present volume offers an exhaustive reconstruction of the making of Pascendi, its inspirators and authors, their intentions, sources and concepts of enmity. The role of Pius X in the redaction process is also elucidated in a new way. Thus, a fundamental text of the religious and intellectual history of the 20th century is made critically accessible for further research.(Languages: Italian, Latin, French. Abstracts in English).
Ulteriori informazioni


Edmondo Lupieri (ed.), I mille volti della Maddalena. Saggi e studi, Roma, Carocci, 2020

Il volume, proseguendo il discorso avviato in “Una sposa per Gesù”, descrive usi e abusi della figura della Maddalena attraverso quasi venti secoli di storia e di leggende. Dall’irrisione dei filosofi pagani all’esaltazione liturgica nelle comunità rette da donne prete cattoliche, la sua immagine rimane segno di contraddizione anche in un mondo come il nostro. Eroina di nuovi miti, che la vedono dea e regina nel panorama sfaccettato della New Age, l’importanza spirituale della Maddalena cresce solcando il web, mentre in frange conservatrici del cristianesimo rimane ancora legata all’antico stereotipo della prostituta pentita, che nemmeno l’Illuminismo e la Riforma erano riusciti a distruggere. Eppure, complice anche un falso frammento di un vangelo inesistente, siamo pronti a credere che fosse amante e forse moglie di Gesù, o magari protagonista d’una fiaba moderna “a lieto fine” per entrambi, fuggiti insieme e morti poi, circondati dai figli e in tarda età, nell’India misteriosa.
Ulteriori informazioni

 

2019


Francesco Celia, Preaching the Gospel to the Hellenes. The Life and Works of Gregory the Wonderworker, Peeters 2019.

Over the past forty years, major Patristic scholars have radically called into question the biographical and literary profiles of Gregory Thaumaturgus (the ‘Wonderworker’), considered for centuries the famous pupil of Origen and the charismatic bishop of Neocaesarea. Presenting a thorough reconsideration of the ancient sources on Gregory and the main works ascribed to him, Preaching the Gospel to the Hellenes demonstrates that the doubt cast on his traditional figure is unwarranted. The book re-establishes solid ground on which this important actor in Early Christianity can be placed and corroborates his engagement in confronting and evangelising pagans. Moreover, by taking a fresh look at information provided on Gregory by key Patristic authors and scrutinising the addressees of his works, this study sheds new light on the Christian cultural and social environment in Palestine and Asia Minor, as well as on the history of Christian theology between the third and fourth centuries.
La monografia è stata insignita del premio letterario della Fondazione Mazza su “I primi quattro secoli del Cristianesimo o Storia della Liturgia” (2022) (motivazioni).
Ulteriori informazioni


Emanuele Fontana, I registri processuali di Alberghetto Vandoli da Bologna notaio patriarcale (1303-1307), Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2019 (Fonti per la storia della Chiesa in Friuli. Serie medievale, 21).

Il volume contiene l’edizione di due registri cartacei che riportanto vari atti processuali redatti dal notaio patriarcale Alberghetto Vandoli da Bologna nell’arco di tempo compreso tra il 1303 e il 1307, sotto il patriarcato di Ottobono dei Razzi. I Vandoli, di origine bolognese, furono una famiglia di notai che si stanziò a Udine e gravitò nell’ambiente della curia patriarcale. Alberghetto fu rappresentante importante di quel notariato allogeno che ebbe un impatto sulla documentazione friulana tra Duecento e Trecento. Verosimilmente chierico, fu attivo come notaio del patriarca di Aquileia assieme ad altri colleghi, in particolare Meglioranza da Thiene. Nei registri processuali, oltre ad alcune indicazioni sulla prassi di lavoro dei notai attivi all’interno della curia patriarcale, emergono i contatti con personaggi notevoli sia del mondo ecclesiastico sia di quello mercantile del Friuli. La natura degli atti rende i registri di Alberghetto quanto mai preziosi per analizzare non solo la prassi quotidiana della giustizia patriarcale ma anche l’esercizio della professione notarile. Nonostante i consistenti danni riportati dai registri a causa dell’umidità, l’edizione critica tenta di restituire il testo degli atti nella forma più completa possibile.
Ulteriori informazioni


Tommaso Caliò (ed.), Santi in posa. L’influsso della fotografia sull’immaginario religioso, Roma, Viella, 2019 (Sanctorum. Scritture, pratiche, immagini, 6)

È raro incontrare i termini “religiosa”, “sacra” o “devozionale” tra i diversi aggettivi che accompagnano il sostantivo “fotografia”. Si tratta di una tipologia non rilevata, a dispetto di un fenomeno che si presenta fin dalle origini di dimensioni rimarchevoli. Questo volume si prefigge di porre l’accento non tanto sulla fotografia come fonte per la storia religiosa, quanto sul suo utilizzo nei processi di promozione del culto dei santi e nella prassi devozionale: l’introduzione della macchina fotografica nella sfera del sacro e la sua evoluzione in una pratica di “massa” determinano l’inserimento dell’immaginario agiografico nell’universo mediatico in un processo di contaminazione tra sacro e profano.
Il volume si caratterizza per un approccio marcatamente interdisciplinare in cui la prospettiva storico-religiosa e agiografica si confronta con la storia della fotografia, l’antropologia, la sociologia, la storia dell’arte.
Per saperne di più.


Rossana Barcellona, Teresa Sardella (edd.), Violenza delle parole parole della violenza, Milano, Mimesis, 2019

La tematizzazione della violenza comporta l’assunzione della sua dimensione culturale, mutevole nello spazio e nel tempo, e della sua connaturata ambiguità, poiché la violenza si ascrive spontaneamente alla categoria del “male” ma può essere giustificata in nome di un “bene” o del “Bene”. Superato il concetto di “civiltà” pregiudizialmente etnocentrico (prerequisito necessario ma non scontato), al cui vaglio ancora soggiace certa lettura dei fatti umani, la violenza perde i connotati dell’eccezionalità. Appare come elemento permanente e invasivo della storia umana, come una componente intrinseca ai comportamenti pubblici e privati, individuali e collettivi, quasi un dato impresso nel patrimonio genetico dell’umanità. In quest’ottica ogni cultura non può che incontrare varie forme di violenza e con esse variamente relazionarsi, per gestirle, neutralizzarle, indirizzarle, istituzionalizzarle, eventualmente fruirle. D’altra parte la violenza dell’essere umano non può essere ricondotta, in nome della sua riconosciuta generale pervasività, a mero fatto biologico, ad attitudine istintuale e animalesca, né liquidata come silenzio della coscienza, poiché trova sostanza nello “scorrere ininterrotto di pratiche, discorsi, parole e gesti costitutivi e costituenti”. Questo libro propone una riflessione articolata e multidisciplinare sul tema della violenza verbale, cioè individuabile nella comunicazione orale e scritta, letteraria e mediatica, privata e pubblica, in modo esplicito ma anche implicito o neutralizzato. L’obiettivo è quello di cogliere aree di intersezione e contiguità come elementi di rottura, registrabili nel passaggio fra una lingua e l’altra, ma anche fra diversi contesti storico- culturali, nella convinzione che maturare una più profonda coscienza della comunicazione sia strumento indispensabile per “incontrare” l’Altro.

Ulteriori informazioni


Francesco Tacchi, Antisocialismo cattolico. Un confronto tra Italia e Germania all’epoca del pontificato di Pio X (1903-1914), Venezia, Edizioni Ca’ Foscari, 2019

A inizio Novecento l’espansione del movimento socialista rappresentava un serio motivo d’allarme per la Chiesa cattolica, che in esso vedeva l’espressione e il veicolo di un processo di secolarizzazione interpretato come essenzialmente anticristiano. Questo volume investiga i caratteri dell’antisocialismo cattolico e le modalità concrete del suo manifestarsi, svolgendo un’analisi comparativa fra il caso dell’Italia e quello della Germania guglielmina.

.

.

.
Open access.


Paolo Cozzo, Andrea Merlotti and Andrea Nicolotti (a cura di), The Shroud at Court. History, Usages, Places and Images of a Dynastic Relic, Leiden 2019

The Shroud at the Court analyses, through various essays characterized by a multidisciplinary and diachronic perspective, the strict ties created between the Shroud and the Savoy court from the fifteenth to twentieth centuries. Presented as proof of the divine legitimacy of Savoy lineage, the Shroud (of which the Savoy dynasty came into possession in 1453, keeping it first in Chambéry and then from 1578 in Turin) was central to their propagandistic strategies. The court – its spaces, protagonists,
and rituals – became the natural setting for a relationship reinforced over time through customs, ceremonies, and images intended to celebrate the excellence of the Savoy, both within their own state
and in Europe’s “society of princes”. Contributors are Paola Caretta, Paolo Cornaglia, Paolo Cozzo, Davide De Franco, Bernard Dompnier, Laura Gaffuri, Pierangelo Gentile, Luisella Giachino, Andrea Merlotti, Frédéric Meyer, Andrea Nicolotti, Almudena Pérez de Tudela, Laurent Ripart, Alessandro Serra and Franca Varallo.

Ulteriori informazioni


Emanuela Prinzivalli, Il cristianesimo antico fra tradizione e traduzioni, Città Nuova 2019 (Fundamentis Novis, 7)

l volume si occupa di due grandi questioni che percorrono la storia del cristianesimo occidentale, in relazione con l’Oriente cristiano, e rappresentano altrettante chiavi di lettura per comprenderne alcuni caratteri fondamentali: ciò che avviene dentro e intorno alla Chiesa di Roma e la trasmissione, mediante traduzioni, del patrimonio patristico orientale in Occidente. L’arco temporale preso in considerazione è l’età antica, all’incirca i primi sette secoli, il periodo in cui nascono e si strutturano istituzioni, usi, dottrine destinati a protrarsi diacronicamente. Attraverso i percorsi individuati si evidenzia come nel cristianesimo antico la storia concreta di uomini e donne, nei loro atteggiamenti privati, nelle relazioni con la società circostante e nelle manifestazioni del culto, non sia mai disgiunta dall’interpretazione della Scrittura e dal formarsi, in stretta relazione con questa, del patrimonio dottrinale.
Per saperne di più


Marina Benedetti e Tomaso Subini (a cura di), Francesco d’Assisi. Storia, arte, mito, Carocci,  2019

La difficile eredità di una proposta cristiana di non agevole imitazione nel corso dei secoli trasforma la memoria del Poverello nella dualità tra frate Francesco in sé e san Francesco per noi. Il volume indaga alcune modalità con cui la letteratura francescana ha affascinato taluni ambiti della cultura italiana, e non solo, del XX e XXI secolo in un processo di metamorfosi caratterizzato da una attrattiva “forza di contemporaneità” in un contesto assai spesso definito di “analfabetismo religioso”. Come si spiega questa apparente contraddizione? Il paradosso viene affrontato in un libro-ponte tra passato e presente attraverso molteplici sguardi (filosofia, arte, cinema, musica, teatro, psichiatria, letteratura, devozione, politica e propaganda) muovendo da un ineludibile punto di partenza: le fonti scritte che hanno trasmesso l’avventura religiosa – dal medioevo ai nostri giorni – di un uomo descritto da Tommaso da Celano come «mediocre di statura, piuttosto piccolo; viso un po’ oblungo e proteso; occhi normali, neri e semplici; capelli scuri; lingua mite, bruciante e acuta; voce veemente, dolce, chiara e sonora; barba nera e rada» che, a sua volta, si presenta nei propri affascinanti scritti.

Ulteriori informazioni


2018


Paolo Cozzo, Un eremita alla corte dei Savoia. Alessandro Ceva e le origini della Congregazione camaldolese di Piemonte, Milano, FrancoAngeli, 2018

Lo sviluppo della congregazione eremitica camaldolese nel Piemonte sabaudo di inizio Seicento è analizzato nel volume attraverso il profilo del confessore del duca Carlo Emanuele I, l’eremita Alessandro Ceva.

Morto in odore di santità nel 1612, Ceva fu oggetto di un culto che non riuscì a trovare riconoscimento canonico.

La sua figura, già esaltata dall’erudizione settecentesca, nel XIX secolo – quando la congregazione camaldolese fu soppressa e gli eremi abbandonati – venne rievocata dalla cultura ecclesiastica subalpina in chiave apologetica e controversistica.


Valentina Ciciliot, Donne sugli altari. Le canonizzazioni femminili di Giovanni Paolo II. Viella, 2018 (sacro/santo, 25)

Il volume ripercorre la storia della santità, in particolare quella femminile, durante il pontificato di Giovanni Paolo II, individuando un’attenta politica delle canonizzazioni, divenute veri e propri strumenti di governo ecclesiastico. Beate e sante furono infatti il cavallo di battaglia della Chiesa cattolica wojtyłiana, contro la secolarizzazione e il relativismo etico e culturale, e per affermare la propria visione nei riguardi delle questioni biopolitiche, come la difesa della vita e della famiglia tradizionale. Attraverso l’analisi dei processi canonici, della letteratura agiografica e dei pronunciamenti magisteriali ufficiali vengono così qui ricostruite le diverse storie di donne elevate alla gloria degli altari dal papa polacco, dimostrando che personalità come Gianna Beretta Molla o madre Teresa di Calcutta sono gli esempi più eclatanti della reinterpretazione della figura del santo operata da Giovanni Paolo II, ma anche del modello di donna contemporanea offerta dal pontefice ai fedeli.
Per saperne di più


Spazi e luoghi sacri. Espressioni ed esperienze di vissuto religioso, a cura di Laura Carnevale, Bari 2018

Questo volume accoglie gli Atti del VI Convegno Internazionale del Progetto Spazi sacri e percorsi identitari. Testi di fondazione, iconografia, culto e tradizioni nei santuari cristiani italiani fra tarda antichità e Medioevo, svoltosi a Bari dal 23 al 25 maggio 2017. La ricerca ha inteso riprendere le indagini sui concetti di sacralità e di spazio/luogo; studiare i santuari quali specifici spazi sacri; consegnare al pubblico di non specialisti una nuova idea di questi luoghi in quanto non solo poli cultuali, ma spazi culturali in senso più ampio.

.

.

.

llll

Ulteriori informazioni

 


Le pontificat romain dans l’époque contemporaine | The Papacy in the Contemporary Age,
edited by Giovanni Vian, Venezia 2018

The volume, deepening specific aspects of the popes from Pius X to Francis, offers, overall, a historical reading of the papacy from the early twentieth century to the present. In this time – between uncertainties, resistances, cautious openings – the papacy realised the transition from intransigent Catholicism to dialogue with modernity and its most characteristic cultural, political and social expressions. In this regard, the presence of swings and retractions in the popes of the last decades are also an expression of the troubles that have marked the long and difficult coexistence between papacy, Roman Catholic Church and modernity, until pope Bergoglio’s new guidelines.

Open access


2017


The Reception and Application of the Encyclical Pascendi, edited by Claus Arnold and Giovanni Vian, Venezia, Edizioni Ca’ Foscari, 2017

Schermata 2017-04-08 alle 12.29.36

This volume presents the results of the international research project “The Reception and Application of the Encyclical Pascendi as Mirrored by the Reports of the Diocesan Bishops and the Superiors of the Religious Orders (1908-1914)”, which was carried out in cooperation between the Goethe University of Frankfurt, respectively the Johannes Gutenberg University of Mainz, and the University Ca’ Foscari of Venice from 2013 until 2016. We are grateful for the funding of the project and of the present publication by the German Research Council (Deutsche Forschungsgemeinschaft). It would have been impossible to pursue the project without the collaboration of the European and American colleagues who are specialists for the history of the modernist crisis in Roman Catholicism and who have contributed to this volume. We are grateful for the support of many ecclesiastical archives, in first place to the Archivio Segreto Vaticano with its prefect, H. Exc. the most Rev. Mons. Sergio Pagano, B, and to the Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede with its director, the Rev. Mons. Alejandro Cifres. Dott. Alejandro M. Dieguez of the Archivio Segreto Vaticano has been most helpful in identifying the relevant material for this study. The practical coordination of the project lay with Dr. Raffaella Perin who undertook extensive archival studies for the project and helped with the editing of the volume. Friederike Ockert from Johannes Gutenberg University of Mainz assisted in preparing the necessary translations and our colleague Charles Talar helped with the corrections. All errors that remain are ours. We are finally grateful to Edizioni Ca’ Foscari for the publication of this volume.
Free Download


L’immaginario devoto tra mafie e antimafia. 1. Riti, culti e santi, a cura di Tommaso Caliò e Lucia Ceci, Roma, Viella, 2017 (Sanctorum. Scritture, pratiche, immagini, 1).

Dal controllo dei culti patronali ai riti di affiliazione fino alla promozione di un’immagine sacralizzata del capomafia: le organizzazioni criminali attingono spesso al repertorio devozionale cattolico. Il controllo dell’immaginario devoto consacra il ruolo dei boss come depositari di valori tradizionali, promuove un’immagine del capomafia che si fonda su un presunto rapporto privilegiato con il sacro, dimostra il suo potere sul territorio.
Ma all’indomani della stagione dello stragismo mafioso, con la visita di Giovanni Paolo II in Sicilia nel maggio del 1993 e con l’assassinio di don Puglisi nel settembre dello stesso anno, la Chiesa cattolica ha intrapreso un’opera di riconquista e di risemantizzazione dello spazio devozionale che si è intrecciata con la formazione di modelli e riti di carattere civile.
Questi i temi al centro del volume che nell’ultima parte si apre a scenari di comparazione attraverso l’avvio di un’analisi dei rapporti tra pratiche religiose e malavita organizzata nelle realtà messicana, russa e statunitense.
Ulteriori informazioni.

 


2016


F. Maurici, F. Raffaele, C. Ruta, T. Sardella, Federico II e il suo tempo. Il regnum e l’impero, il papato, le etnie, le culture, Ragusa, Edizioni di storia e studi sociali, 2016.

schermata-2016-11-11-alle-16-53-14Federico II di Svevia: una figura di monarca complessa, che non ha mai smesso di alimentare discussioni, sin dal tempo in cui egli visse e dominò la scena dell’Impero romano-germanico, quando per i papi e i loro partigiani guelfi era la bestia dell’Apocalisse e l’Anticristo mentre per altri era lo Stupor mundi. Chi fu realmente? Un cristiano autentico o un laico e illuminista ante litteram? Un campione dell’interculturalità? Un anticipatore dello Stato moderno o un regnante del Medioevo? Quale il peso effettivo che egli ebbe nella vicenda intellettuale del XIII secolo? Questi i quesiti cui rispondono gli autori del libro, che scandagliano la figura dell’imperatore svevo da una varietà di prospettive.

.

.

Ulteriori informazioni


2015


Storia del cristianesimo, 4 voll., Roma, Carocci, 2015

Con i quattro volumi della Storia del cristianesimo s’intende rendere conto della straordinaria ricchezza di un fenomeno religioso che attraversa e permea duemila anni di storia, con un linguaggio che cerchi di restituirne complessità e fascino. Il progetto dei quattro volumi è unitario, tuttavia ciascuno di essi può essere letto come opera a sé stante. L’interazione del cristianesimo con i diversi ambiti culturali è oggetto di particolare attenzione e il lettore troverà capitoli dedicati alle arti, all’economia, alle scienze, alla filosofia in una prospettiva il più possibile interdisciplinare.

I. L’età antica (secoli I-VII), a cura di Emanuela Prinzivalli

FRE_Prinzivalli_StoriaDelCristianesimoV1_COVER.indd

Il volume abbraccia i primi sette secoli di cristianesimo, che ha la sua origine all’interno del giudaismo nella predicazione dell’ebreo Gesù di Nazaret. La nascita del cristianesimo, la diffusione, l’organizzazione in sistema religioso, la trasformazione da minoranza perseguitata a religione dell’Impero romano, i rapporti con le società e le culture del mondo tardo antico, l’evangelizzazione nelle regioni orientali oltre l’Impero romano, le pratiche rituali e quelle sociali sono indagati alla luce delle acquisizioni della più recente storiografia e con un linguaggio chiaro, adatto a ogni lettore.

.


Ulteriori informazioni


II. L’età medievale (secoli VIII-XV), a cura di Marina Benedetti

FRE_Benedetti_StoriaDelCristianesimoV2_COVER.indd

In che modo nei secoli che vengono definiti medievali le parole di Gesù, detto il Cristo, vennero accolte e interpretate in nome del cristianesimo? Quali adattamenti e trasformazioni del messaggio religioso e culturale del vangelo hanno prodotto le istituzioni ecclesiastiche? Come vengono affrontati i nemici interni ed esterni di una società in movimento per difendersi e per diffonde si sempre in nome del Cristo? Il volume mostra iridescenze inconsuete, attraverso le tappe di consolidamento istituzionale dell’invisibile che, nel segno della croce e mediante suoni e immagini, si fa visibile realtà cristiana.

.


Ulteriori informazioni


III. L’età moderna (secoli XVI-XVIII), a cura di Vincenzo Lavenia

FRE_Lavenia_StoriaDelCristianesimoV3_COVER.inddDopo il Quattrocento il cristianesimo conobbe una grande trasformazione innescata dall’umanesimo, dalla presa ottomana di Costantinopoli e dalla Riforma protestante. Cambiarono le relazioni tra clero e laici, città e campagna, potere ecclesiastico e autorità secolare. L’orizzonte globale aprì nuovi spazi alla conquista delle anime, e i rapporti con l’islam, l’ebraismo e i popoli extraeuropei generarono conflitti e contaminazioni. Il volume traccia la storia del cristianesimo tra la crisi della fede medievale e l’età della secolarizzazione, interrogandosi sulle mutazioni nei rapporti della religione con la politica, la disciplina sessuale, la scienza, la letteratura, l’arte.

.
Ulteriori informazioni


IV. L’età contemporanea (secoli XIX-XXI), a cura di Giovanni Vian

FRE_Vian_StoriaDelCristianesimoV4_COVER.inddIl volume ripercorre il passaggio, che si realizza tra la fine del Settecento e il presente, da un cristianesimo erede delle società di antico regime ed eurocentrico all’attuale Global Christianity: un cristianesimo a diffusione mondiale, che conta la sua maggiore presenza nel sud del pianeta e che è segnato da quello straordinario processo della recente storia dell’umanità costituito dall’emancipazione delle donne. Fenomeni che, insieme al confronto con la modernità più avanzata, ma anche con lo sviluppo dei fondamentalismi religiosi, hanno innescato un profondo ripensamento di dottrine e pratiche, indagati grazie all’apporto di specialisti.

.
Ulteriori informazioni

 

2014


Maria Laura Giordano, Adriana Valerio (edd.), Donne e Bibbia nelle Riforme e Controriforme dell’Europa Cattolica. Secoli XV-XVII, Trapani, Il pozzo di Giacobbe, 2014

Donne e Bibbia nelle Riforme. copertinaLa Bibbia e la sua autorità costituiscono il nodo problematico sul quale si costruisce l’età moderna: intorno ad essa, infatti, e alla sua corretta interpretazione si spaccano la cristianità e l’Europa. Le donne sono indiscusse protagoniste dell’inquieta vita religiosa dei secoli XV-XVII sia nelle loro istanze di riforma del periodo umanistico sia nelle strategie di resistenza messe in atto nell’epoca della Controriforma che ostacola un loro approccio diretto con i sacri testi. Il volume affronta il cruciale rapporto donne-bibbia attraverso l’analisi di fonti inquisitoriali, letterarie, iconografiche e musicali in un originale intreccio tra ottica maschile e sensibilità femminile focalizzato sulle differenti realtà geografiche e culturali di Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Austria ed America latina. Lo sguardo attento alla particolarità dei contesti fa emergere un oggetto d’indagine che è al tempo stesso contenuto e forma di una relazione problematica, ma anche creativa e dinamica, con il testo biblico.

Indice


Laura Carnevale, Chiara Cremonesi (a cura di), Spazi e percorsi sacri. I santuari, le vie, i corpi, Padova, Libreria Universitaria, 2014

Schermata 2015-11-07 alle 12.06.22Il volume, curato da Laura Carnevale e Chiara Cremonesi, accoglie gli Atti del I Convegno Internazionale del Progetto FIRB Spazi sacri e percorsi identitari. Testi di fondazione, iconografia, culto e tradizioni nei santuari cristiani italiani fra Tarda Antichità e Medioevo, svoltosi a Padova il 17 e 18 dicembre 2012. Esso presenta una riflessione su santuari e “spazi sacri” come fulcro di itinerari che attraversano e ridefiniscono paesaggi, assetti sociali ed economici, sollecitando memorie mitiche e storiche, coinvolgendo esperienze individuali e collettive. Si tratta contesti esistenzialmente, processualmente e storicamente “densi”, in cui appare in gioco l’ambito religioso come quello politico, la dimensione economica come quella estetica, in cui intervengono processi di negoziazione e costruzione sociale e culturale.
La dimensione materiale, storica e simbolica di luoghi, di vie e di corpi viene qui investigata da storici del cristianesimo, storici delle religioni, archeologi e storici dell’arte.
Ulteriori informazioni


Gian Luca Potestà, Giovanni Vian, Storia del cristianesimo, Bologna, Il Mulino, 2014, nuova ed.

Schermata 2015-10-23 alle 15.27.15

Dalle origini a oggi, l’annuncio di Gesù ha influito su scelte di vita, linguaggi e culture, leggi e consuetudini. Nel corso del tempo le Chiese cristiane sono cambiate anche attraverso drammatici conflitti e rotture, si sono misurate in controversie e dialoghi con altre credenze e comunità religiose, sono entrate nei campi dell’etica, della politica, del diritto. Questo volume ripercorre l’intera storia del cristianesimo con uno sguardo rivolto sia allo sviluppo delle istituzioni ecclesiastiche sia alle forme di fede vissuta. Dalla prima diffusione del messaggio evangelico intorno al bacino del Mediterraneo fino al «cristianesimo globale» del terzo millennio, un affresco avvincente e completo.

.

.
Ulteriori informazioni


2012


Emanuele Fontana, Frati, libri e insegnamento nella provincia minoritica di S. Antonio (secoli XIII-XIV), préface de Nicole Bériou, Padova, Centro Studi Antoniani, 2012 (Centro Studi Antoniani, 50).

cop_csa50.jpgIl volume prende in esame la dimensione reale delle scuole dell’Ordine minoritico nella provincia di Sant’Antonio prima dell’istituzione della Facoltà di teologia a Padova (1363), con lo studio di una documentazione spesso scarsa, ma in compenso più abbondante rispetto alla situazione nota per altre aree. Il libro è organizzato in due parti fondamentali. Nella prima sezione, dopo uno sguardo alla normativa dell’Ordine, si prende in esame l’organizzazione degli studia e dell’insegnamento all’interno della provincia di Sant’Antonio, considerando anche le carriere dei frati, i codici d’uso e le opere dei lettori rimaste. Nella seconda parte sono collocati i profili prosopografici dei lettori, dei maestri e dei baccellieri della provincia. In base alla documentazione esaminata, risulta chiara l’importanza dello studium nel convento di Sant’Antonio di Padova, che divenne sempre più un punto di riferimento fondamentale nella rete delle scuole minoritiche in Italia.
Ulteriori informazioni


Luca Arcari, Visioni del figlio dell’uomo nel Libro delle Parabole e nell’Apocalisse, Morcelliana, Brescia 2012.

arcariOggetto di questa ricerca è la figura del figlio dell’uomo nell’Apocalisse di Giovanni alla luce della letteratura apocalittica giudaica: in questione è il rapporto tra l’esperienza di contatto con l’oltre-mondo presupposta nei testi cosiddetti apocalittici e la sua messa per iscritto. Il punto di partenza dell’indagine è il testo di Daniele: si cerca di rilevare come le successive riprese in ambito visionario non siano altro che riletture, amplificazioni o restringimenti dell’immagine presente in quel testo. Il Libro delle Parabole di Enoc è senza dubbio una testimonianza rilevante per chiarire i precedenti della personalizzazione messa in bocca a Gesù già a partire dal movimento protocristiano palestinese, visto che il testo giudaico ha, anch’esso, personalizzato la precedente immagine danielica (il cui significato primario era collettivo) in un contesto esplicitamente visionario. Per quanto concerne l’Apocalisse, si intende evidenziare come la ripresa dell’immagine vada ricondotta a polemiche “esegetico-visionarie” in merito alla rilettura di Daniele e come la portata “cristologica” del simbolo presupponga e, al tempo stesso, trascenda quanto riferito nella tradizione sinottica.


Giovanni Vian, Il modernismo. La Chiesa cattolica in conflitto con la modernità, Roma, Carocci, 2012.

La crIl modernismo. La Chiesa cattolica in conflitto con la modernità - Giovanni Vian - copertinaisi modernista fece vacillare la Chiesa cattolica all’inizio del Novecento. La dura repressione del tentativo di accogliere nel cattolicesimo alcune istanze contemporanee costituì l’acme del secolare conflitto della Chiesa con la modernità. Il volume ripercorre la storia della crisi modernista, presenta le principali proposte di rinnovamento e i maggiori protagonisti del riformismo religioso cattolico, indugia sulla condanna del modernismo come “sintesi di tutte le eresie” da parte di Pio X (1907) e sulla reazione antimodernista, si sofferma brevemente sui “neomodernismi” denunciati dal papato nel secolo seguito alla crisi e accenna ai fenomeni “modernistici” nelle altre tradizioni religiose.
Per saperne di più


2011


Cristianesimo e Democrazia, a cura di Annibale Zambarbieri e Giorgio Otranto, Edipuglia 2011 (Consulta Universitaria per la Storia del Cristianesimo e delle Chiese, CUSCC). 

863_648Premessa di Giorgio Otranto
Introduzione di Annibale Zambarbieri
Gaetano Lettieri, Un dispositivo cristiano nell’idea di democrazia? Materiali per una metodologia della storia del cristianesimo
Giancarlo Rinaldi, Ridurre a minoranza. Riflessioni su alcuni percorsi dei pagani nell’impero dei cristiani
Luciano Malusa, Antonio Rosmini e la democrazia
Adriana Valerio, Donna, diritti, democrazia nel dibattito della Chiesa contemporanea
Annibale Zambarbieri, La repressione antimodernista
Liliana Billanovich, Agli antipodi della democrazia: note sul funzionamento della giustizia ecclesiastica negli anni Venti del Novecento
Bruna Bocchini Camaiani, La Chiesa e l’assemblea costituente
Giovanni Vian, Libertà e democrazia al Vaticano II
Raffaele Nigro, Chiesa e letteratura dell’inquietudine
Conclusioni di Giovanni Filoramo

Ulteriori informazioni

Consulta universitaria per la storia del cristianesimo e delle chiese