Volumi

2024


Raffaella Perin, The Popes on air. The History of Vatican Radio from Its Origins to World War II, Fordham University Press, New York, 2024.

The Popes on Air

The book offers the first wide-ranging study on the history of Vatican Radio from its origins (1931) to the end of Pius XII’s pontificate (1958) based on unpublished sources. The opening of the Secret Vatican Archives on the records regarding Pius XII will shed light on the most controversial pontificate of the 20th century. Moreover, the recent rearrangement of the Vatican media provided the creation of a multimedia archive that is still in Fieri.
This research is an original point of view on the most relevant questions concerning these decades: the relation of the Catholic Church with the Fascist regimes and Western democracies; the attitude toward anti-Semitism and the Shoah in Europe, and in general toward the total war; the relationship of the Holy See with the new media in the mass society; the questions arisen in the after-war period such as the Christian Democratic Party in Italy; the new role of women; and anti-communism and the competition for the consensus in the social and moral order in a secularized society.


Pozzuoli e Roma. Città del cristianesimo antico, a cura di Dario Garribba e Marco Vitelli, Trapani, Il Pozzo di Giacobbe, 2024.

Pozzuoli e RomaIl libro si sviluppa in due sezioni. Nella prima viene ricostruita la vita e la storia dell’antica Puteoli, porto di primaria importanza; punto di irradiazione della polìtica romana nel Mediterraneo; approdo obbligato per quanti provenivano dall’Oriente: qui soggiornò Paolo e sorse una delle più antiche comunità cristiane. Nella seconda l’attenzione si sposterà sulla città «Caput mundi», che aveva sottomesso l’intero Mediterraneo, che diventerà uno dei principali centri del cristianesimo nascente. A Roma predicano e vi trovano la morte Paolo e Pietro; qui nasce una comunità avversata e perseguitata, ma capace di divenire un autorevole punto di riferimento per i primi cristiani. Ripercorrendo la storia delle due città sarà possibile cogliere le dinamiche sociali e religiose entro cui i seguaci di Gesù costruirono e definirono la propria identità cristiana.



Claus Arnold, Francesco Tacchi, Giovanni Vian, The Controversy over Integralism in Germany, Italy and France during the Pontificate of Pius X (1903-1914), Brepols, Turnhout 2024 (Bibliothèque de la Revue d’histoire ecclésiastique, 116).

In the years after 1900 the autonomous activity of the Catholic laity in politics, culture and society was opposed by ‘integralists’ in theological circles, in the laity as well as in the clergy, and last but not least in the Roman Curia. The integralists favoured a strict confessionalism and hierarchical control over all fields of Catholic life. Pope Pius X enforced this position in Italy and in France by solemnly condemning the autonomist Christian Democracy of Romolo Murri and the ‘Sillon’ movement of Marc Sangnier. In Germany, however, compromises with the Roman authorities were possible on all fields of contention: concerning the interdenominational character of the Christian trade unions, the independence of the Centre Party from the hierarchy and also during the controversy over the ‘Catholic belles-lettres’. Finally, in the papal encyclical ‘Singulari quadam’ (1912) the interconfessional Christian trade unions were at least ‘tolerated’. The present volume analyses these struggles in a comparative perspective and, by evaluating the entire accessible archival documentation, it reconstructs for the first time the respective internal decision-making processes of the Roman Curia. The result of this entire research is a profiling of three important European Catholicisms in the controversy over integralism. This conflict had a decisive bearing on the long-term positioning of French, German and Italian Catholicism within their respective national societies.


2023


Anna Carfora, Marginali in processione. Mendicanti, ebrei e captivi riscattati nell’Italia di età moderna, Trapani, Il Pozzo di Giacobbe, 2023.   

Il volume affronta i fenomeni di reclusione e neutralizzazione/incorporazione di figure marginali – come i mendicanti, gli ebrei e gli ex prigionieri delle razzie costiere e della guerra di corsa – nelle città italiane di età moderna, così come venivano perfomativamente manifestati attraverso la processione, con le sue valenze comunicative e simboliche, spettacolari e mediatiche a cui in Italia, nell’età moderna, facevano largo ricorso i poteri religiosi e civili nella difesa dalla devianza e dalla diversità. La reclusione dei mendicanti negli istituti appositamente destinati a cercare di risolvere il problema del vagabondaggio e della mendicità nei contesti cittadini era, infatti, spesso preceduta da una processione, manifestazione religiosa e civile che veicolava alla cittadinanza la ricomposizione dell’ordine minacciato dalla libera circolazione di soggetti ritenuti fuori dalle regole civili e dai principi morali e religiosi. Caratteristiche confrontabili presentano altri due fenomeni processionali: quello che accompagnava al battesimo gli ebrei che si convertivano al cattolicesimo e attraverso cui visibilmente si incorporava nella compagine civile e religiosa la diversità ebraica ritenuta altrettanto minacciosa, e quello che sanciva il ritorno dei prigionieri riscattati dalla schiavitù in terre islamiche e reincorporava nella cattolicità coloro che erano andati incontro, durante la schiavitù, a forme di contaminazione con l’alterità islamica.
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Il monastero di Santa Chiara a Trento dal secolo XVI alla soppressione (1810), a cura di Giuliana Polli, con un saggio di Alessia Lirosi, Trento, Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, 2023 (Monografie. Nuova serie ; 19).
A nove anni di distanza dalla prima, Giuliana Polli ci propone una seconda raccolta di documenti tratti dall’archivio del monastero delle clarisse di San Michele, chiamato spesso, a motivo dell’Ordine delle monache stesse, di Santa Chiara. Il volume qui proposto completa, dunque, quello pubblicato nel 2014. L’autrice e curatrice ha dovuto continuare a confrontarsi non solo con le testimonianze del passato (questa volta quelle dei secoli XVI, XVII e XVIII) ma anche con una particolare stagione storiografica – l’erudizione del secondo Settecento – che è stata testimone di quell’epoca e filtro di quelle precedenti. Aver portato avanti l’analisi nell’arco cronologico che corrisponde grosso modo all’età moderna porta a inoltrarsi in epoche per le quali la documentazione altrimenti disponibile è crescente e abbondante, epoche che sono state oggetto di numerose ricerche che finiscono con il relazionarsi con questo materiale. Per questo Alessia Lirosi – docente di Storia moderna ed esperta di storia sociale, di storia religiosa, di storia delle donne e di genere – ha introdotto il volume con un saggio nel quale ha commentato le vicende trentine con la consapevolezza di chi conosce scenari ben più ampi.


 

Le Vatican, l’Église catholique et la Shoah. Renouveau  istoriographique autour des archives Pie XII, in “Revue d’Histoire de la Shoah”, 218 (2023).

Le 4 mars 2019, affirmant sa « confiance » en une « recherche historique sérieuse et objective », le pape François annonce la déclassification des archives du Vatican relatives au pontificat de Pie XII, celles d’un pontificat discuté et d’une période de changements politiques et religieux, entre 1939 et les prémices du concile Vatican II. De « vieilles polémiques » ont immédiatement été ravivées. Ces débats mémoriels et cette histoire polarisée, entre condamnation et apologie, remontent aux controverses des années 1960 autour de la pièce de théâtre de Rolf Hochhuth, Le Vicaire (1963), accusant Pie XII de complicité face au génocide des Juifs.
À la question des silences du pape s’ajoute celle des « dilemmes » (politiques, diplomatiques, humanitaires et théologiques) de la hiérarchie ecclésiastique dans un contexte de crise, entre charité et neutralité. La complexité de ces choix et des motivations qui les sous-tendent croise d’autres thèmes (l’assistance humanitaire, la crise des réfugiés, les relations avec les fascismes et la démocratie, l’anticommunisme, la mémoire de la Shoah dans la conscience chrétienne…). En effet, si les polémiques se focalisent sur la personnalité de Pie XII, les nouvelles archives et leur croisement avec d’autres fonds permettent au contraire de saisir la diversité du monde catholique et « la complexité sociologique des Églises». Ce bilan historiographique explore de nouvelles pistes autour de l’attitude controversée du Vatican et de l’Église face à la Shoah et dresse un état de la réflexion à travers des enquêtes de terrain et des études de cas.

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Spazi sacri, luoghi di culto, santuari in area alpina. Persistenze e sviluppi dall’antichità all’età contemporanea, a cura di Paolo Cozzo e Pierangelo Gentile, Roma, Viella, 2023

Il rapporto fra montagna e culto, altitudine e sacralità, elevazione e devozione è un tema che continua ad interessare, e non solo perché la montagna è da sempre considerata elemento fondamentale di molte religioni. È infatti necessario andare al di là delle impressioni alimentate dal topos della “montagna sacra”, per verificare come l’ambiente montano sia particolarmente adatto a cogliere l’intreccio – consolidatosi nel corso dei secoli – fra la dimensione religiosa e quella sociopolitica, economica, culturale.
In questa prospettiva qualificati studiosi con formazione e competenze diverse, coinvolti in un progetto di ricerca di respiro internazionale, hanno focalizzato la loro attenzione sul mondo alpino, assunto a laboratorio privilegiato di un’indagine diacronica e multidisciplinare proiettata anche – in termini di comparazione tematica e metodologica – verso la realtà appenninica e quella pirenaica.
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Angela Laghezza, Sulla scena dei Viri Dei. Protagonisti e comparse nei Dialogi di Gregorio Magno, Edipuglia, Bari 2023.

Laghezza copertina

Questo lavoro nasce dalla possibilità di riconoscere nei Dialogi alcune peculiarità della società del tempo. L’interesse è scaturito dalla constatazione di un tratto caratteristico della personalità di Gregorio Magno: il suo sguardo profondo non soltanto sul piano religioso, amministrativo e politico, ma anche sul piano umano (e umanitario), attento ai problemi di quanti appartenevano agli strati inferiori della società e si trovavano in uno stato di necessità materiale e di degrado spirituale e morale. Dopo una presentazione generale, focalizzata su alcuni nuclei tematici (concezione, comunicazione e ricezione del miracolo; nesso storia-agiografia-geografia/spazio sacro), il volume è dedicato in particolare a queste figure “minori” o, per meglio dire, portatrici di un deficit sul piano socio-economico e socio-culturale, e alla loro rappresentazione. Si tratta di personaggi (malati, indemoniati, ladri, poveri, mendicanti e bambini) che beneficiano di miracoli, sono destinatari di punizioni, oppure di virtuosi latori di un esempio di vita, finanche dei santi stessi protagonisti delle vicende: a tutti costoro si è cercato di restituire “carne e sangue”, tratteggiandone il profilo e il ruolo rivestito nella narratio miraculorum, nella consapevolezza che quest’opera, semplice e complessa allo stesso tempo, profondamente ancorata alla mentalità altomedievale, è aperta su problemi eternamente contemporanei e sulle loro possibili soluzioni umane, prima che religiose.
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Vito Limone e Claudio Moreschini (a cura di), Le immagini sacre e la Chiesa antica. Il secondo concilio di Nicea (787), Nerbini, Firenze 2023

Il tema dell’immagine e, in particolare, dell’immagine sacra è fondamentale nella storia del cristianesimo antico. L’atteggiamento dei primi cristiani è ambivalente: da un lato, essi guardano con sospetto alla possibilità della produzione e soprattutto del culto delle immagini sacre; dall’altro lato, ammettono che la rappresentazione del divino e la devozione nei riguardi delle immagini sacre siano legittimate dall’incarnazione di Dio in Gesù Cristo. Il secondo concilio di Nicea, del 787, che il presente volume esplora attraverso una prospettiva multidisciplinare, ossia storica, teologica, filosofica e iconografica, segna una svolta epocale nella storia della Chiesa antica, in quanto stabilisce la liceità della realizzazione del culto delle immagini sacre. Ne risulterà così condizionato, in modo irreversibile, il rapporto fra teologia e arte nella successiva storia dell’identità cristiana, sia in Occidente sia in Oriente. 
Scritti di: Marco Rizzi, Vito Limone, Claudio Moreschini, Paolo Bettiolo, Emanuela Fogliadini, Richard Price, Maria Cristina Carile, Ernesto Sergio Mainoldi, Carlo Dell’Osso, Giulio Maspero, Alberto Nigra, Francesco Valagussa. 
 

Giancarlo Rinaldi, Roma e i cristiani. Materiali e metodi per una rilettura, pp. 638, 10 indici analitici, con illustrazioni, Edizioni Vivarium Novum, 2023.

Roma e i cristiani

Il volume tratta i primi quattro secoli di storia del cristianesimo in stretta relazione con la storia delle politiche imperiali e delle reazioni della società circostante a riguardo. La ricerca presenta almeno due aspetti profondamente innovativi: 1. La stretta integrazione delle fonti letterarie, solitamente utilizzate, con quelle documentarie (iscrizioni, papiri, monete, scavi) prevalentemente lasciate in secondo piano; 2. La vicenda dei cristiani non è messa in relazione soltanto con le politiche degli imperatori, bensì con il profilo dei governatori di provincia che, luogo per luogo e di volta in volta, hanno avuto a che fare con il fenomeno cristiano. Questo è forse l’aspetto più innovativo e metodologicamente fecondo del testo. Territori privilegiati sono l’Asia, la Siria, l’Egitto, l’Africa, province per ciascuna delle quali sono stati ricostruite le liste dei governatori disposte in ordine cronologico. Di questi personaggi si ricordano la carriera, le realizzazioni, le convinzioni religiose e l’atteggiamento verso i cristiani. Ampi e accurati indici analitici consentono un rapido reperimento di una gran quantità di dati solitamente ignorati nella trattatistica generale di storia del cristianesimo: cose notevoli, nomi antichi, nomi moderni, località, vocaboli greci, vocaboli latini, iscrizioni, papiri, citazioni bibliche, illustrazioni. L’opera è articolata in tre parti: 1. Le politiche degli imperatori verso la novità cristiana; 2. il confronto tra Roma e la nuova corrente religiosa nelle pagine del Nuovo Testamento lette alla luce delle risultanze storico archeologiche; 3. l’analisi delle relazioni tra i vari governatori romani (proconsoli, prefetti, legati, etc.) e i seguaci della nuova fede. Grande spazio è riservato all’atteggiamento del senato verso i cristiani. Insomma: storia del cristianesimo, esegesi biblica, storia romana, prosopografia, religioni del mondo classico, discipline diverse ma tutte fuse tra loro per disegnare un nuovo profilo e un nuovo metodo d’indagine sulla vicenda degli antichi cristiani. Si presume che questo contributo sarà destinato a incidere sul prosieguo della ricerca in futuro.
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Il libro delle anafore della Chiesa copta ortodossa, a cura di Andrea Nicolotti, Aschendorff Verlag 2023.

Nel 1902 l’egumeno ‛Abd al-Masīḥ Ṣalīb al-Mas‛ūdī al-Baramūsī e l’editore Iqlādiyūs Yūḥannā Labīb diedero alle stampe una pregevole edizione dell’eucologio copto ortodosso. Esso contiene il rituale della levata dell’incenso del mattino e della sera e l’intera liturgia eucaristica nei tre formulari autorizzati, attribuiti a Basilio di Cesarea, Gregorio di Nazianzo e Cirillo di Alessandria. Quella del 1902 è considerata unanimemente la migliore edizione a stampa per uso liturgico, ed è stata condotta collazionando numerosi manoscritti; anche le rubriche sono accurate e ispirate alla migliore tradizione. Purtroppo, da allora essa non è stata più ristampata.
Il presente libro presenta una riedizione del testo del 1902, corretto e migliorato, sia in copto che in arabo, con a fronte una traduzione italiana completa. Si tratta della prima traduzione completa mai realizzata.
Il testo è preceduto da un ampio saggio sulla Chiesa e sulla storia della liturgia egiziana, con una descrizione degli aspetti cerimoniali del rito copto e con una bibliografia esaustiva e aggiornata.
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Eretiche ed eretici medievali, a cura di Marina Benedetti, Roma, Carocci, 2023.

Eretiche ed eretici medievali - copertinaNel medioevo nessuno si è mai definito eretica o eretico. Eresia significa “scelta”: infatti, l’eretico medievale è un disobbediente rispetto al conformismo religioso, sceglie di seguire il Vangelo e ripropone la Parola di Gesù. Il non conformismo religioso di donne e uomini è alla base di un libertario “moto di cultura”, un dinamismo evangelico condannato e perseguitato. La “scelta” ereticale nel medioevo è anche una rivoluzione culturale che coinvolge chierici, donne e uomini, laiche e laici di strati sociali diversi: accanto ai più noti Bogomil, Arnaldo da Brescia, Valdo di Lione, Dolcino da Novara, John Wyclif, Jan Hus, ai valdesi, ai catari, ai templari, ai lollardi e agli hussiti, emergono numerose figure femminili, quali Guglielma, Margherita detta Porète, Margherita detta la bella, Giovanna d’Arco, oltre ad apostole e beghine. L’attenzione posta dal volume all’identità nel medioevo, ma anche al riverbero nel XX secolo di termini metacronici – eresia/eretici – dimostra come le molteplici varianti della «disobbedienza» religiosa del passato continuino ad affascinare il presente e ad essere strumentalizzate
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Rossana Barcellona, Nascite, infanzie e altri miracoli. Letture apocrife fra Oriente e Occidente, Rubbettino 2023.

Come le parole del titolo suggeriscono, le
‘letture’ proposte da questo libro riguarda-
no le pagine di alcuni dei cosiddetti Vangeli
apocrifi dell’infanzia contenenti i raccon-
ti relativi alla venuta al mondo di Gesù e
di sua madre Maria, con qualche episodio
delle rispettive, e diversamente miracolose, infanzie. I quattro studi che compongono il
volume provano a mettere in evidenza come tali narrazioni, a prescindere dalle ragioni per cui presero forma in origine e dalle rispettive storie redazionali, abbiano contribuito a
veicolare contenuti destinati a diventare tradizionali, a rifluire nella storia non solo religiosa, a rimanere impressi nella cultura contemporanea. Tali testi, che hanno attraversato lunghi secoli coprendo grandi distanze tra Oriente e Occidente, letti in controluce tracciano, inoltre, interessanti itinerari tra luoghi e popoli, e si rivelano parte integrante di importanti trame relazionali e culturali.


“Journal of modern and contemporary christianity” 1 (2023)
Breaking Through the Stained-Glass Ceiling? Case Studies on Female Catholicism and Its Transnational Developments Since the 1950s, ed. Valentina Ciciliot, John Maiden, Charles Mercier

This special issue offers contributions with the aim of studying the extent to which women have managed to “cross the stained-glass ceiling”, or at least acquire positions of influence and responsibility in the transnational Catholic world from the late 1950s to the early 2020s. Each article adds nuance and richness to our understanding of the evolution of the place of women within Catholicism over the past 70 years.

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Papi e media. Redazione e ricezione dei documenti di Pio XI e Pio XII su cinema, radio e tv, a cura di Dario Edoardo Viganò, Bologna, il Mulino, 2023.

Copertina Papi e mediaAttingendo a documenti degli archivi vaticani e in particolare ai fondi relativi al pontificato di Pio XII, resi recentemente disponibili presso l’Archivio Apostolico Vaticano, il volume ricostruisce i processi redazionali e le fasi di ricezione dei più importanti testi magisteriali promulgati da Pio XI e da Pio XII sui mezzi audiovisivi di massa. L’analisi dell’iter di realizzazione dei documenti e la loro diffusione planetaria fanno emergere l’evoluzione dell’atteggiamento della Chiesa cattolica verso i media, ma anche il progressivo allargamento dello sguardo e delle prospettive: accanto a una politica di attenta vigilanza contro questi mezzi, potenti veicoli di una modernità in contrasto con i dettami del cattolicesimo, si fa sempre più manifesta una strategia positiva e propositiva verso i media tesa ad adeguare il messaggio della Chiesa per una società nel pieno di mutamenti epocali. I documenti considerati sono l’enciclica Vigilanti cura (1936) sul cinema, l’esortazione apostolica I rapidi progressi (1954) sulla televisione, i due Discorsi sul film ideale (1955) e l’enciclica Miranda prorsus (1957) dedicata a cinema, radio e televisione.
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L’industria culturale della santità. Le forme della promozione agiografica in età contemporanea, a cura di T. Caliò, in “Archivio italiano per la storia della pietà”, XXXV (2023).


L’industria culturale della santità. Le forme della promozione agiografica in età  contemporanea / A indústria cultural da santidade As formas de promoção hagiográfica na época contemporânea

Il volume intende analizzare l’impatto culturale, religioso e sociale che le narrazioni agiografiche legate a figure di santi e a spazi santuariali particolarmente significativi hanno avuto nell’immaginario, nel dibattito pubblico e nella scena mediatica italiani. L’indagine si snoda nel corso di tutto il Novecento, giungendo talvolta al nostro presente.

Ciascuno dei saggi qui presentati forniscono a questa analisi un proprio apporto specifico e un punto di vista diverso determinato dalle prospettive disciplinari con cui gli autori guardano al fenomeno del culto dei santi, a loro volta giustificate dalla varietà espressiva con cui la materia agiografica si manifesta fin dagli albori del XX secolo. 

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Landesherrschaft und Kirchenreform im 15. Jahrhundert. Studien zum zweiten Band der Acta Cusana, hrsg. von Thomas Woelki, Johannes Helmrath, Hamburg, Felix Meiner, 2023 (Beihefte zu den Acta Cusana, 1)

Cover-Bild Landesherrschaft und Kirchenreform im 15. JahrhundertIl volume raccoglie gli atti di un convegno che, purtroppo, non si  è tenuto: l’appuntamento era infatti previsto a Berlino nell’aprile del 2020. Gli organizzatori hanno comunque raccolto i contributi e hanno pubblicato quello che è il primo volume dei “Supplementi” agli Acta Cusana.
I volumi degli Acta Cusana hanno concentrato in un’unica lunga serie tutte le notizie disponibili sulla vita e l’attività del cardinale Nicolò Cusano, il grande teologo, filosofo e giurista del Quattrocento; il loro secondo volume, diviso in 7 tomi, è uscito tra il 2012 e il 2020 e raccoglie la documentazione relativa al periodo in cui egli operò personalmente e direttamente come principe-vescovo di Bressanone, dal 1452 al 1458.
Sulla base di questo ampio materiale, i sedici contributi raccolti nel volume Landesherrschaft und Kirchenreform im 15. Jahrhundert (“Potere territoriale e riforma della Chiesa nel XV secolo”) offrono approfondimenti su vari aspetti dell’episcopato brissinese del Cusano, mostrando le possibilità e i limiti di una riforma della Chiesa nel tardo medioevo; si analizzano le decisioni prese sotto il profilo pastorale e disciplinare, il rapporto con altri poteri territoriali, le pratiche della comunicazione politica (Emanuele Curzel).
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Jesuits, Conspiracy, and Conspiracy Theory, “Journal of Jesuit Studies” 10 (2023).

Cover Journal of Jesuit Studies

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This special issue of the “Journal of Jesuit Studies” explores the thematic affinity linking the Society of Jesus with conspiracies and conspiracy theories. it draws attention to how anti-Jesuits vilified the order over the centuries on the basis of alleged conspiracies whose extent varied from the episodic to the all-encompassing and that were imagined and posited in ways that tended to be themselves highly conspiratorial.
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In this manner, it foregrounds aspects of anti-Jesuitism and conspiracy theories that will recur in the individual contributions.
Per ulteriori informazioni e per scaricare i saggi open access cliccare qui.

 


2022

Il santuario di s. Michele al Monte Tancia. Un esempio di interazione fra Università, ricerca e territorio, a cura di T. Canella – U. Longo, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medioevo, Collana Fonti e Studi Farfensi.

Il volume raccoglie i frutti del lavoro pluriennale dell’Unità romana del progetto Firb 2010 Spazi sacri e percorsi identitari. Testi di fondazione, iconografia, culto e tradizioni nei santuari cristiani italiani fra Tarda Antichità e Medioevo (coord. naz. Laura Carnevale; coord. locale Tessa Canella), dedicato allo studio degli spazi sacri cristiani e in particolare al fenomeno santuariale in prospettiva storica e interdisciplinare. Uno degli obiettivi principali dei componenti dell’unità di Roma del progetto è stato quello di studiare e valorizzare un caso di studio in particolare, cogliendo l’opportunità di concentrare le forze su un sito specifico, ovvero il santuario di S. Michele al monte Tancia, in provincia di Rieti, un caso esemplare per mettere a fuoco quella che André Vauchez chiamava, proprio riferendosi al santuario del Tancia, la «spatialisation du sacré dans l’Occident Chretien». Il volume raccoglie le differenti direzioni di ricerca perseguite, dando voce all’impegno profuso da studiosi di diverse discipline, per recuperare alla memoria e restituire visibilità ad un sito denso di storia e molto ricco dal punto di vista letterario, storico, artistico, archeologico, antropologico.
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Violenza sacra. Guerra santa, sacrificio e martirio in età contemporanea, a cura di Maria Paiano, Viella, Roma 2022
L’appello alla religione per legittimare la violenza e i conflitti ha attraversato e attraversa ancora il mondo
contemporaneo e le società secolarizzate. Per le confessioni tradizionali e per le cosiddette religioni politiche
moderne ciò ha significato fare ricorso ad alcuni dispositivi retorici che già in passato sono stati associati alla
sacralizzazione della violenza: la guerra santa, il martirio, il sacrificio.
Sulla base di alcuni casi di studio che ruotano attorno a queste “figure del sacro” in diversi contesti religiosi e
culturali, dall’Europa all’Estremo Oriente, il volume offre un contributo alla comprensione delle articolazioni
assunte dal nesso tra religione e violenza negli ultimi due secoli.
Contributi R. Alciati, D. Avon, M. Caponi, G. Cavagnini, V. Ciciliot, F. Ghezzi, M. Paiano, M. Power, F. Squarcini, I. Veca, P. Zanini.
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Luca Arcari, Laura Carnevale (a cura di), Dignus es accipere librum. Miscellanea in onore di Edmondo Lupieri per il suo LXXII compleanno, Edipuglia, Bari 2022(Quaderni di “Vetera Christianorum” 35)

Questa miscellanea è offerta a Edmondo Lupieri in occasione del suo LXXII compleanno da parte di amici e studiosi, soprattutto italiani ed europei, che gli sono stati vicini nel tempo e nello spazio e/o si sono in vario modo ispirati alle sue ricerche.Accoglie 35 contributi incentrati sui principali temi di interesse di Edmondo: giudaismo del Secondo Tempio e origini cristiane; Giovanni Battista e Gesù; letteratura apocalittica e Apocalisse di Giovanni; gnosi, gnosticismo; mandeismo; storia dell’esegesi e Reception History della Bibbia; cristianesimi e modernità. I contributi sono stati distinti in due macro-sezioni che si identificano con le direttrici fondamentali della ricerca di Lupieri: il giudaismo del Secondo Tempio e la storia dell’esegesi. Quanto al primo, esso è considerato l’alveo di scaturigine e di sviluppo dei primi gruppi di seguaci di Gesù e delle personalità fondative in quegli stessi movimenti – un contesto a cui si lega la necessaria, conseguente, valutazione degli scritti accolti nel canone neotestamentario come testimonianza degli ambienti giudaici del I-II secolo d.C. La storia dell’esegesi, invece, progressivamente ri-declinata da Edmondo Lupieri stesso come Reception History, diviene strumento di indagine privilegiato per una storia globale del cristianesimo in prospettiva inter- e trans-disciplinare, ove testi, pratiche religiose, riti, tradizioni iconografiche e più ampie dinamiche macro-storiche e socio-antropologiche si intrecciano e si compenetrano. La citazione biblica (Apocalisse 5,9 nella versione vulgata) scelta come titolo per questo volume rimanda all’intreccio costante, sorvegliato e penetrante, nelle ricerche di Edmondo Lupieri, tra dato testuale e ricostruzione storica, per cui il “testo”, a partire dall’analisi filogica, diventa strumento fondamentale per la storia senza che se ne smarriscano le ragioni interne, siano esse letterarie, linguistiche o filologiche, il tutto a servizio di una lucida e nitida contestualizzazione culturale, oltre che sociale.
Frontespizio e indice
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Eleonora Lombardo, Parole e scritture per costruire un santo. Sant’Antonio dei frati minori nei sermoni medievali (1232-1350),  Padova, Centro Studi Antoniani, 2022 (Centro Studi Antoniani, 72)
 
csa72_cop.jpgIl volume presenta un’innovativa ricerca sui sermoni dedicati a sant’Antonio di Padova nel medioevo dalla canonizzazione del 1232 al 1350 circa. Attraverso lo studio di più di 200 sermoni sul Santo, il libro ricostruisce il percorso e le motivazioni che spinsero i frati minori e altri importanti esponenti delle istituzioni ecclesiastiche, tra i quali due cardinali, a diffondere la devozione per Antonio e a utilizzarne la figura per spiegare le funzioni dell’Ordine all’interno della societas christiana. L’introduzione e i sei capitoli del libro guidano il lettore alla scoperta dell’interpretazione che i frati davano al proprio ruolo alla luce delle virtù fondative del francescanesimo: umiltà, povertà, obbedienza. Il volume si conclude con un corposo repertorio di sermoni latini, per lo più inediti, testimoni della rapida e duratura fortuna della santità antoniana in tutta l’Europa medievale. Spaziando dalla storia dell’omiletica a quella dell’Ordine e della Chiesa, fino alla teologia e alla storia della cultura, questo ricco e suggestivo percorso costituisce un importante tassello per la ricostruzione dell’identità minoritica, attraverso la lente della predicazione su uno dei suoi santi più famosi, che ancora oggi conta milioni di fedeli in tutto il mondo: Antonio dell’ordine dei minori.
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Miriam Benfatto, Gesù frainteso. La polemica ebraica anticristiana nel Sefer ḥizzuq emunah di Yiṣḥaq ben Avraham Troqi (c. 1533-1594), Roma, Viella, 2022

L’intento di ricollocare Gesù di Nazareth nel suo ambiente storico, di esaminare la comprensione che ha di se stesso attraverso le sue parole e le sue azioni, è stato perseguito tanto da studiosi direttamente coinvolti nella “ricerca del Gesù storico”, quanto da coloro che hanno raccolto tale sfida interpretandola come una forma di difesa delle credenze ebraiche. La letteratura polemica ebraica anticristiana ha messo a frutto, per i propri fini polemici, metodi storici acerbi, ma non trascurabili. Nel Sefer ḥizzuq emunah (Rafforzamento della fede) di Yiṣḥaq ben Avraham Troqi (c. 1533-1594) l’interesse per la figura di Gesù è da rintracciare all’interno del più ampio proposito critico nei confronti del cristianesimo, ma non si può negare che le questioni sollevate dall’autore siano le stesse che ancora oggi impegnano gli storici del cristianesimo e del Gesù storico.
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Le Vatican, acteur global au XXe siècle. Le tournant des années Pie  XII (1939-1958), sous la direction de Marie Levant, Laura Pettinaroli et Olivier Sibre, in “Monde(s). Histoire, espace, relations”, 22 (2022).

Couverture 22 Monde(s)

L’ouverture en 2020 des archives du pontificat de Pie XII (1939-1958) invite les chercheurs à reprendre l’étude de cette période particulièrement riche du point de vue de l’histoire globale. Quel a été le positionnement du Saint-Siège dans un système international bouleversé par la guerre, puis profondément recomposé à la fois par les débuts de la décolonisation, la bipolarisation de la Guerre froide, l’élaboration d’une Europe unie à l’Ouest, mais aussi la mise en place d’un multilatéralisme d’une ampleur inédite ? Comment la vieille machine de la diplomatie vaticane, acteur global par excellence, anticipe-t-elle et accompagne-t-elle ces bouleversements et ces reconfigurations ? Au-delà même du dispositif diplomatique au sens strict (Secrétairerie d’État, nonciatures, dans une moindre mesure délégations apostoliques), il convient de s’intéresser de façon large aux moyens dont dispose le Saint-Siège pour agir dans le monde (diocèses, congrégations religieuses, mouvements de laïcs, partis politiques) et pour le façonner sur le plan idéologique. Ce numéro présente des bilans historiographiques et des pistes de recherche nouvelles à l’échelle globale, associant les questions transversales (Seconde Guerre mondiale, droits humains, guerre froide) et des perspectives aréales asiatique, africaine, proche-orientale et sud-américaine. Avec les contributions de Marie Levant, Laura Pettinaroli, Olivier Sibre, Raffaella Perin, Daniele Menozzi, Philippe Chenaux, Loris Zanatta, Edouard Coquet, Dominique Trimbur, Maria Chiara Rioli et Marie de Rugy.
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Tertulliano, Il digiuno, a cura di Maria Dell’Isola, Paoline, Milano 2022

Nel suo scritto Tertulliano cerca di dare risposta a un quesito, giustamente percepito da lui come ineludibile: che ruolo e che spazio devono avere il corpo e la corporeità nell’esperienza religiosa cristiana? La risposta di Tertulliano, sin dall’esordio dell’opera, chiama in causa l’integralità della fede in Gesù, il Cristo. Non vi può essere una professione di fede disincarnata: il rigore della prassi religiosa non può essere distinto dalla fermezza nella professione della propria fede ma, anzi, ne è testimonianza necessaria. Scrive la curatrice del volume, Maria Dall’Isola: «Il digiuno di Tertulliano non sembra aver suscitato finora un forte interesse negli studiosi […]. Eppure, questo è un trattato che rappresenta una fonte preziosa di informazioni non soltanto sul piano più tradizionale della riflessione storiografica sui conflitti tra i gruppi cristiani dei primi secoli o, più nello specifico, sul ruolo che il montanismo rivestì nel conflitto che vide Tertulliano prendere le distanze dalla Chiesa di Cartagine. La ricchezza di quest’opera risiede infatti anche e soprattutto nel linguaggio ricercato e nelle immagini fortemente evocative con cui Tertulliano dipinge quella che è la sede primaria della pratica ascetica del digiuno: il corpo umano»”. Il volume fa parte della collana Letture cristiane del primo millennio, diretta da Gabriele Pelizzari. Una collana che, grazie alla competenza di specialisti, rende accessibili opere e antologie tematiche di questa letteratura nel testo originale, ricavato dalle migliori edizioni critiche disponibili, e con accurate traduzioni.
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Chiara Petrolini, Vincenzo Lavenia, Sabina Pavone, Sacre metamorfosi. Racconti di conversione tra Roma e il mondo in età moderna, Roma, Viella, 2022 (La storia. Temi, 104).
 

Tra Cinque e Settecento a Roma confluì un’infinità di storie di conversioni inviate da missionari attivi in Africa, Asia e America, un corpus colossale di racconti di cui questo volume raccoglie e commenta un’ampia selezione. Nonostante i tentativi delle autorità cattoliche per irreggimentarli in un genere “edificante”, si tratta di racconti spirituali che testimoniano una realtà, nei fatti, spesso brutale: bambini rapiti, principi suicidi, adolescenti inseguiti con un’ascia, schiavi condannati al patibolo dopo una breve catechesi. Eppure, queste storie sono attraversate da una certa felicità narrativa e catturano lo scambio tra visibile e invisibile proprio di ogni conversione, evocando visionarie metamorfosi di corpi e di anime. A Ceylon uno stormo di aironi parlanti rapisce un contadino hindu che poi si fa cristiano, nelle foreste del Brasile un crocifisso ligneo solleva la testa e induce alla conversione un intero regno, e così via, passando per schiave georgiane, neonati persiani, regine angolane, ciechi cantori giapponesi, indemoniate vietnamite. Suddiviso in sezioni tematiche, il libro combina i sofisticati strumenti e i necessari filtri della ricerca storica con una lettura dei testi sempre attenta al dettaglio, così da restituirne la ricchezza di significati e l’esuberanza linguistica, senza coprire il rumore di fondo di una folla di esistenze appena delineate, eppure memorabili.
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R. Barcellona, Donne in scena. Saperi Poteri Religioni con un saggio di M. Poma (Quaderni di Arabeschi. Studi 13), duetredue edizioni, 2022.

Donne in scena è l’esito di una ricerca avviata a partire da un’esigenza didattica, nella quale hanno finito con l’incontrarsi una personale (e pluridecennale) passione per il cinema e un filone di studi (ormai fecondo a livello nazionale e internazionale), che si dedica alle relazioni fra religioni, cinema e arti. Relazioni antiche, anzi originarie, che sono ancora variamente declinate, attive e vivaci. Il volume presenta cinque figure femminili e sette film, esempi di ricezione contemporanea: riscritture per immagini e parole di storie diventate miti, di leggende diventate storia, di donne diventate simboli. E si chiude con un saggio sulla ‘più donna fra le sante’, Maria la Maddalena, in forma di giro virtuale dentro le sale del Louvre, alla scoperta, o alla riscoperta, di alcune rappresentazioni del personaggio, tra celebrazione della bellezza e dell’enigma femminili.


Protagonisti e antagonisti del Primato. Cristianesimo Poteri Istituzioni. Studi per Teresa Sardella, a cura di Rossana Barcellona e Arianna Rotondo, Rubbettino 2022.

 
Fulcro della riflessione a più voci offerta dal volume, il Prim
ato della chiesa romana costituisce un tema storico e storiografico dai numerosi livelli problematici, diacronico per eccellenza, str
aordinariamente longevo. Con saggi dedicati ad antichità, medioevo, età moderna, età contemporanea, la prima sezione presenta alcuni protagonisti, eventi e processi esemplari, in un vasto spettro geografico che ruota intorno a Roma e all’Occidente cattolico, ma si proietta anche oltre tali confini (gli autori nell’ordine sono: Ramón Teja, Emanuela Prinzivalli, Raffaele Savigni, Maria Clara Rossi, Paolo Cozzo, Giuseppe Ruggieri, Giovanni Vian). La seconda sezione, come suggerisce il titolo: Approfondimenti e ricerche in corso, raccoglie i contributi di studiosi di formazione più recente (Tiziana Danelli, Antonio Mursia, Maria Fallica, Francesca Campigli), che qui presentano risultati di approfondimenti sul tema o indagini in progress. La varietà di periodi, personaggi, questioni e fatti evocati, apre a lettrici e lettori quadri d’insieme o spiragli, mostrando fili e intrecci di una storia assai lunga, una storia ancora in gran parte da scrivere.
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Tommaso Caliò, Una terra di martiri. Narrazioni agiografiche e industria culturale nell’Italia contemporanea, Roma, Viella, 2022 (sacro/santo, 31)
 
Una terra di martiri. Narrazioni agiografiche e industria culturale nell'Italia contemporanea - Tommaso Caliò - copertinaL’espressione «terra di martiri» evoca lo stretto rapporto che lega coloro che hanno sacrificato la propria vita per un ideale con i luoghi che ne conservano i corpi e le comunità che ne tramandano la memoria. A partire dall’Ottocento, la figura del martire si impone quale prodotto caratteristico dell’industria culturale italiana, svolgendo una funzione fondamentale nel racconto della nazione e plasmandone in profondità l’immaginario. La Chiesa cattolica, con l’incessante lavoro della sua fabbrica dei santi, ha continuato ad avere un ruolo trainante in queste dinamiche. Tuttavia, con i processi di secolarizzazione della società, tali schemi narrativi hanno cessato di appartenere in maniera esclusiva al discorso religioso, per divenire parte integrante del linguaggio politico, della propaganda militare, della retorica istituzionale. La categoria del martire è stata così ripresa e applicata di volta in volta ai soldati morti per il potere temporale del papa e agli eroi dell’epopea risorgimentale, ai caduti delle forze armate e ai combattenti partigiani, ai militari morti in missione di pace e alle vittime della mafia.
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Donatella Tronca, Christiana choreia.  Danza e cristianesimo tra Antichità e Medioevo, Roma, viella, 2022

Christiana choreia è una chiave interpretativa delle forme e dei modi con cui gli intellettuali cristiani, dall’Antichità alle soglie del  Medioevo, hanno percepito e tentato di regolamentare la danza. Guidato da un’analisi di tipo storico-semantico e storico-culturale, questo libro offre, nelle prime pagine, una ricostruzione delle concezioni che i cristiani avevano ereditato dal mondo antico: in particolare le teorie platoniche relative alla choreia della Città ideale, il concetto di schema e il pregiudizio romano sul mestiere del danzatore, sempre marchiato dallo stigma di infamia. L’ipotesi di fondo è che si sia giunti alla formulazione di un’antropologia cristiana della gestualità coreutica che invitava gli uomini a diventare i perfetti imitatori di una choreia angelica come anticipazione della Città celeste: i corpi degli uomini erano strumenti musicali che, correttamente istruiti all’imitazione del moto degli angeli, avrebbero dovuto produrre all’unisono quella melodia armonica capace di arrivare direttamente a Dio. Christiana choreia era dunque uno strumento cognitivo che consentiva di disciplinare le forme, i tempi e i modi di appartenenza alla comunità cristiana.
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Francesco Tacchi, La Curia romana e la Germania durante la crisi modernista. L’Integralismusstreit tedesco (1900-1914), Viella 2022 (Ricerche dell’Istituto Storico Germanico di Roma, 16).

Nella fase più acuta della crisi modernista l’attenzione della Curia romana fu molto spesso rivolta al contesto tedesco, dove la minoranza cattolica appariva profondamente divisa in merito a questioni di fondamentale importanza per la sua vita nel Kaiserreich d’impronta protestante. Proprio nella Germania, d’altra parte, i cattolici ‘integrali’ riuniti attorno a monsignor Umberto Benigni nel Sodalitium Pianum riconobbero il luogo di origine e diffusione di una pericolosa forma di modernismo estesa alla sfera culturale, politica e sindacale, di cui sarebbero stati promotori settori importanti del cattolicesimo tedesco. Sulla scorta di un’ampia documentazione vaticana, il volume offre per la prima volta una ricostruzione complessiva dell’atteggiamento della Santa Sede di fronte agli sviluppi interni alla Germania cattolica d’inizio Novecento.
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Francesco Tacchi (Bearb.), Vatikanische Quellen zum deutschen Gewerkschaftsstreit. Die bischöflichen Gutachten und die Entstehung der Enzyklika »Singulari quadam« (1912), Brill 2022.

Cover Vatikanische Quellen zum deutschen Gewerkschaftsstreit

In 1912, Pope Pius X promulgated the encyclical “Singulari quadam” about the German “Gewerkschaftsstreit” (trade union controversy).
This volume reconstructs for the first time the drafting process of this important document on the basis of the sources in the Apostolic Vatican Archive.
It reproduces the complete texts of the German bishops’ reports which influenced the contents of the encyclical.
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2021


Adriana Destro, Mauro Pesce, Il Battista e Gesù. Due movimenti giudaici nel tempo della crisi, Roma, Carocci, 2021

Quale fu il rapporto di Gesù con il Battista? Il movimento di Gesù era una filiazione di quello di Giovanni o un’iniziativa autonoma? Gesù fu semplicemente un discepolo del Battista oppure seppe interpretare richieste ed esigenze che andavano oltre la rinascita dall’acqua del Giordano? Nel libro si sostiene che i due leader siano tra quegli innovatori che compaiono in brevi periodi creativi di accelerazione storica. Essi rispondevano alla crisi endemica dovuta all’occupazione romana che da circa ottant’anni aveva privato gli ebrei di un proprio regno. Letti in prospettiva antropologica e sociale, i vangeli ci restituiscono la visione che il Battista e Gesù avevano della crisi della società del tempo, segnata da fragilità, bisogni insoddisfatti, ingiustizia, indebitamento cronico. Inoltre, pur influenzato dal Battista, Gesù aveva prospettive differenti. Strinse rapporti con gli strati poveri dei villaggi. Sognava un futuro libero da malattia e indigenza. Ricorrendo ai grandi miti del giudizio universale e del regno di Dio, il Battista e Gesù entusiasmarono le folle, provocarono la reazione del potere politico che li mise a morte. Continuarono però a incidere in modo innovativo sulla vita reale della gente di allora e delle epoche successive.
Emanuela Prinzivalli, Ilaria Ciccodicola, La bellezza secondo gli antichi cristiani. Un percorso tra riflessione e testi, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2021.
 
La riflessione dei cristiani antichi sulla bellezza è fatta di contrasti, di ombre e di luci, a partire dalla stessa vicenda di Gesù di Nazaret, la cui morte fu dovuta a un supplizio odioso, che sfigurava la persona, ma che fu creduto risorto nella splendore della gloria di Dio.
 
D’altra parte la convinzione, risultata prevalente nel cristianesimo, che un unico Dio ha creato il mondo per gli esseri umani porta ad apprezzarne l’armonia e dunque la bellezza. Ma quale bellezza è concessa agli uomini e alle donne? Qual è la vera bellezza? Il volume vuole dare una risposta a questi interrogativi, proponendo un percorso critico tra alcuni dei testi più suggestivi della letteratura cristiana antica.
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Fabrizio D’Avenia, Giannettino Doria. Cardinale della Corona spagnola (1573-1642), Roma, Viella, 2021.
 
Giannettino Doria, cardinale della Corona spagnola, incarna il profilo internazionale tipico di un ecclesiastico diviso tra plurime lealtà politiche, nel contesto delle trasformazioni che tra XVI e XVII secolo coinvolsero la Monarquía católica degli Asburgo e la Santa Sede.Il libro ne ricostruisce le origini genovesi, l’orgogliosa appartenenza familiare, la lunga formazione spagnola e le complesse negoziazioni della promozione cardinalizia, per poi illuminare le relazioni di potere, le frustrate ambizioni di carriera nella Curia romana e le scelte politiche e pastorali, improntate a una gelosa difesa della sua reputazione e giurisdizione, che scandirono la sua seconda vita in Sicilia come arcivescovo di Palermo e viceré ad interim.Dall’analisi di un’ampia geografia di fonti emerge una figura assai più complessa rispetto alle ricostruzioni agiografiche finora prevalenti, legate al suo protagonismo nell’invenzione del culto di Santa Rosalia e nella liberazione dalla peste del 1624.

Pierluigi Banna, L’ambigua religiosità dei primi cristiani. Una rilettura critica della Teologia delle Religioni alla luce delle fonti cristiane dei primi secoli (Teologia e saperi, 4), Vita e Pensiero, Milano 2021. 
 
L'ambigua religiosità dei primi cristianiLe religioni, così come le intendiamo oggi, non sono sempre esistite. Come spiega Pierluigi Banna in L’ambigua religiosità dei primi cristiani, il concetto di religione proprio della cultura occidentale è frutto di un’operazione dei primi cristiani (I-III secolo), che intendevano presentare la propria fede sia in opposizione sia a compimento di tutte le espressioni di religiosità non giudaica che li avevano preceduti. I culti superstiziosi dell’antichità venivano perciò accusati di idolatria, evemerismo e demonolatria in opposizione alla vera religiosità. Eppure, gli stessi cristiani pretendevano di aver ricevuto per rivelazione divina il pieno compimento dei frammenti di verità rinvenibili in pratiche religiose, filosofiche e sociali del mondo classico. In questa oscillazione continua tra critica spietata e valorizzazione dei frammenti consiste l’ambiguità stessa della religiosità cristiana. Tale ambiguità, che se unilateralmente affermata è foriera di violenza sociale, espone la pretesa di essere mantenuta in equilibrio dalla stessa assistenza divina che impedisce alla religiosità cristiana di rinchiudersi nelle maglie della superstizione. 
 

Michele Lodone, I segni della fine. Storia di un predicatore nell’Italia del Rinascimento, Viella, 2021.

Il 18 dicembre 1513, dal pulpito di Santa Croce, il predicatore Francesco da Montepulciano profetizzò una serie di sciagure che avrebbero colpito Firenze. L’episodio impressionò i contemporanei, afflitti da guerre ed epidemie, ma è stato ridotto dalla critica a un’eco delle idee di Girolamo Savonarola. Grazie a una ricerca di prima mano su documenti e manoscritti, Michele Lodone mostra il peso di una tradizione diversa, e il rifiorire di attese apocalittiche coltivate per secoli ai margini dell’ordine francescano.

Le varie emozioni di chi ascoltò la predica (paura, preoccupazione, scetticismo) consentono all’autore di illuminare in modo originale la parzialità e soggettività di ogni testimonianza. Seguendo le tracce di Francesco attraverso fonti disparate, il libro mostra l’evoluzione di un uomo che, prima di trasformarsi in profeta, era stato eremita e predicatore di pace, e aveva tentato, alla vigilia della Riforma che divise il mondo cristiano, di riformare almeno se stesso e i propri compagni.
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Marco Papasidero, Miracula et benefitia. Malattia, taumaturgia e devozione a Licata e in SIcilia nella prima età moderna, Edizioni Carmelitane 2021

Translatio sanctitatis. I furti di reliquie nell’Italia medievale, Marco Papasidero

Tra il 1625 e il 1627 venne celebrato a Licata un “processo” sui miracoli attribuiti a sant’Angelo carmelitano, il cui martirio, secondo la tradizione agiografica, sarebbe avvenuto proprio nella città affacciata sul Canale di Sicilia. In quel luogo, inoltre, sarebbe sgorgata una fonte d’acqua miracolosa, tuttora esistente, medium privilegiato di miracoli e guarigioni. I 113 testimoni interrogati ci consegnano un complesso affresco storico, in cui le vicende della peste che colpì la Sicilia nel 1624 e Licata nel 1625 si intrecciano con la storia della medicina e delle pratiche di guarigione messe in atto nel santuario, contribuendo a tratteggiare il contesto culturale e sociale della Sicilia di prima età moderna. Il volume propone un dettagliato studio degli atti del processo, analizzati da una prospettiva storico-culturale, e ne fornisce la prima edizione critica.
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Rossana Barcellona, Storie di vescovi e re. Religione e politica nell’Occidente cristiano dopo l’impero, con un saggio di Teresa Sardella,  Rubbettino 2021.

Storie di vescovi e re. Religione e politica nell'Occidente cristiano dopo l'impero - Rossana Barcellona - copertinaQuesto volume raccoglie tre saggi di Rossana Barcellona e un contributo di Teresa Sardella, distillato di alcuni dei suoi studi sulla storia della chiesa di Roma al tempo di papa Simmaco. A legare i quattro capitoli è l’interesse per i processi di trasformazione e di assestamento che attraversano l’Occidente e ne ridisegnano il quadro politico-istituzionale, oltre che religioso e culturale, all’indomani della caduta dell’impero. L’arco cronologico entro il quale si muovono è contenuto dentro un secolo che ha in un certo senso metabolizzato la realtà della fine dell’impero, il secolo VI: un segmento di tempo nel quale si avviano o consolidano dinamiche destinate a segnare buona parte del medioevo, con protagonisti vescovi e re. In Occidente, infatti, i regni romano-barbarici, che soppiantarono l’ex impero, riorganizzarono forme di stabilità politica e sociale facendo leva sulle chiese e sulle gerarchie ecclesiastiche: i complessi intrecci di queste relazioni costituiscono il canovaccio stesso del tessuto storico sul quale si innestano le vicende dei secoli successivi.


Paolo Cozzo, In cammino. Una storia del pellegrinaggio cristiano, Carocci, 2021.

In cammino - Paolo Cozzo - copertinaIl pellegrinaggio è uno dei fenomeni più radicati e rilevanti nella storia del cristianesimo. Nel corso dei secoli, generazioni di fedeli hanno provato il desiderio di mettersi in cammino – percorrendo brevi distanze o attraversando interi continenti, impiegando poche ore o lunghi anni – per cercare l’incontro con Dio in luoghi e tempi “speciali”. Questa aspirazione ha accompagnato lo sviluppo del cristianesimo seguendone progressi, tensioni e rotture dal tardoantico all’età contemporanea, per giungere fino ai nostri giorni. Adottando una prospettiva storica, il volume analizza motivazioni religiose e spirituali, condizionamenti politici e istituzionali, risvolti sociali ed economici, aspetti materiali e ambientali di una pratica diffusa a livello planetario che, in contesti geografici e cronologici diversi, ha coinvolto, e lo fa tuttora, laici ed ecclesiastici, individui e comunità, masse ed élite.
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2020


Mauro Pesce, Gesù e i suoi seguaci. Identità e differenze, Brescia, Morcelliana, 2020

Gesù e i suoi seguaciI grandi leader religiosi come Gesù sono profondamente radicati nella società in cui vivono e per comprenderne la personalità è necessario prestare attenzione alla situazione politica, economica e sociale, ma anche culturale e religiosa dell’epoca in cui sono vissuti. L’anacronismo è infatti il peggior nemico della comprensione delle origini del cristianesimo. Compito dello storico è non farsi influenzare dalle concezioni e dalla cultura di oggi e riscoprire invece il modo di vivere e di pensare di Gesù, dei suoi primi seguaci e degli scritti che essi produssero nei primi due secoli. Per questo le ricerche qui contenute prendono le mosse da due convinzioni: l’ebraicità di Gesù e dei suoi discepoli, divisi in una molteplicità di gruppi locali che possedevano informazioni parziali e differenti, e la conseguente presenza di affermazioni contrastanti nei vangeli, pur nella loro verità storica. A riprova che sociologia e antropologia sono parte essenziale e creativa degli studi biblici e, accanto ad altre correnti esegetiche e sensibilità storiografiche, possono dare il proprio, sempre parziale, contributo.
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T. Canella, Storia e leggenda del santuario di San Michele al monte Tancia. Con testo critico, traduzione e commento, Bari, Edipuglia,  2020 (Bibliotheca Michaelica).

La Revelatio Sancti Angeli de monte Tancia è la leggenda di fondazione del santuario rupestre micaelico sorto sull’omonimo monte, una delle cime più elevate delle alture sabine (1292 m), situato in provincia di Rieti. Il volume offre l’edizione critica completa dei testimoni manoscritti della leggenda, un commento storico-critico e un’introduzione sulla storia del santuario, attraverso la quale si ricostruisce minuziosamente il ruolo svolto dallo stesso nel contesto della Sabina, conteso a più riprese tra la diocesi e la potente abbazia di Farfa, che, tra VIII e IX, controllava buona parte dell’Italia centrale e nel cui territorio insisteva il santuario, attestato per la prima volta nel 774 nel Regestum Farfense di Gregorio di Catino, monaco di Farfa vissuto nell’XI secolo. La grotta del Tancia risulta ben collegata anche con Roma e col monte Soratte per il tramite di papa Silvestro, protagonista della leggenda, in quanto testimone della battaglia fra i due angeli e il drago che possedeva la grotta prima della sua esaugurazione cristiana, infestando le zone limitrofe. La Revelatio si pone in diretto rapporto con l’Apparitio garganica e si data all’epoca compresa tra la seconda metà del X e la prima metà dell’XI secolo, in un periodo di forte crisi e rinnovamento delle strutture monastiche sabine e laziali, in cui si intensificano i rapporti fra Farfa e il Soratte grazie all’intervento di Roma e la diffusione del pellegrinaggio si consolida, assieme alla fioritura di testi agiografici connessi. Esistono però ragionevoli indizi per ipotizzare la nascita di un primo nucleo ipotetico della leggenda in un momento precedente, nel VI secolo, in concomitanza con la probabile prima fase di cristianizzazione della grotta.
Indice


Luca Sandoni, Addomesticare la Rivoluzione. I «principî del 1789» nella cultura cattolica francese del Secondo Impero, Pisa, Edizioni della Normale, 2020.
Addomesticare la Rivoluzione. I «principî del 1789» nella cultura cattolica francese del Secondo Impero-0Negli anni del Secondo Impero, il cattolicesimo francese è attraversato da un vivace dibattito intorno alla Rivoluzione e ai suoi valori. Mentre nel paese si afferma un regime conservatore che appare al tempo stesso come erede ed esecutore testamentario della Grande Révolution e che si pone sotto l’egida dei «grandi principî del 1789», laici ed ecclesiastici si interrogano e discutono, in pubblico e in privato, sulla possibilità di conciliare i valori rivoluzionari con la dottrina cattolica e sull’atteggiamento da tenere di fronte alle istituzioni moderne che ne sono scaturite.
Il libro ricostruisce questo dibattito nelle sue molteplici articolazioni politiche e religiose, mettendolo in relazione con il contesto ecclesiale del tempo, segnato dalla questione romana e dalla deriva intransigente del pontificato di Pio IX, e fornendo nuovi elementi per mettere a fuoco il rapporto tra Chiesa e Rivoluzione.

Michele Lodone, Invisibile come Dio. La vita e l’opera di Gabriele Biondo, Pisa, Edizioni della Normale, 2020. 

Invisibile come Dio. La vita e l'opera di Gabriele Biondo-0Intorno al 1470, Gabriele Biondo lasciò Roma, distaccandosi dall’educazione impartitagli dal padre, l’umanista Biondo Flavio, e dalla carriera curiale dei fratelli. Dalle montagne di Modigliana – mentre l’Italia era scossa dalle guerre e dal proliferare di profezie sulla fine dei tempi – Biondo divenne la guida spirituale di una comunità di donne e di uomini che vivevano a Firenze, Bologna e Venezia. Il libro ricostruisce per la prima volta la parabola di questa figura enigmatica, la cui opera mistica e apocalittica, pur denunciando Girolamo Savonarola come Anticristo, fu a sua volta processata per eresia. Emerge così, in tutta la sua complessità, il caleidoscopio di esperienze religiose che animarono la penisola italiana tra XV e XVI secolo: esperienze non sempre riconducibili allo scontro tra ortodossia ed eterodossia che pochi anni dopo la morte di Biondo, avvenuta nel 1511, si impose come conseguenza della Riforma

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Maria Dell’Isola, L’ultima profezia. La crisi montanista nel cristianesimo antico, Trapani, Il Pozzo di Giacobbe, 2020.
Ultima profeziaSorto in Asia Minore nella seconda metà del II secolo d.C., il movimento della “Nuova Profezia”, noto successivamente come montanismo, suscitò presto reazioni contrastanti. Il profetismo estatico rappresentò la causa principale del dibattito, e la condanna per eresia decretò la perdita conseguente degli scritti che erano stati composti dai membri del movimento. Questo libro si propone di restituire una visione completa della crisi montanista, cercando di gettare luce sulle questioni fondamentali che ne caratterizzano la tradizionale ricostruzione storiografica. L’autenticità degli oracoli pronunciati dai profeti e dalle profetesse del movimento, il loro legame eventuale con l’esegesi scritturistica e infine la rappresentazione eresiologica nella quale i protagonisti di questa storia si muovono sono le chiavi di lettura privilegiate attraverso cui viene condotta una nuova analisi su quello che è considerato uno dei momenti di massima tensione nel cristianesimo dei primi secoli.

Rossana Barcellona, L’eredità di una regina. Redegonda e lo scandalo di Poitiers (589-590), Rubbettino 2020

L' eredità di una regina. Radegonda e lo scandalo di Poitiers (589-590) - Rossana Barcellona - Libro - Rubbettino - Armarium | IBS
Radegonda, figlia del re dei Turingi, fa l’ingresso nella Storia da prigioniera di
guerra, nel 531: aveva poco più di dieci anni quando, dopo il conflitto conclusosi con la strage del suo popolo, venne inclusa nel bottino del re franco Clotario I, che alcuni anni più tardi l’avrebbe presa in moglie. Le fonti che contribuiscono a tracciarne il profilo insistono sulla tenace vocazione religiosa della principessa turingia, più propensa alle nozze celesti, cui infine approda, che a quelle terrene, da lei contrastate, subite e poi infrante. Mettendo a dialogare la varia documentazione che ne puntella le vicende, il presente studio fa emergere la dimensione storica sottostante i modelli trasmessi dalle fonti agiografiche, e specialmente il ruolo di Radegonda quale personaggio innovativo e di raccordo fra epoche e ideologie. In questo quadro assume particolare significato lo scandalum di Poitiers, cioè la crisi lunga e persino cruenta che travaglia – poco dopo la morte della regina-monaca – il monastero femminile da lei fondato a metà degli anni Cinquanta del VI secolo: la sua eredità in senso pieno da diverse prospettive.

 


Laura Carnevale, Obbedienza di Abramo e sacrificio di Isacco, Il Pozzo di Giacobbe, 2020.
 

Obbedienza di Abramo e sacrificio di Isacco. La ricezione di un racconto violento tra giudaismo e cristianesimo antico - Laura Carnevale - copertinaIl sacrificio (o “legatura”) di Isacco in Genesi 22 è un racconto intenso nella sua violenta solennità, che nel tempo, anche per neutralizzarne i picchi tragici, è stata compreso e spiegato come prova di obbedienza e/o di fede da parte dell’uomo e di autorità da parte di Dio. Diversamente da altri sacrifici umani testimoniati da storia, mito, letteratura, l’azione richiesta ad Abramo è un unicum. Non solo non “serve” a un obiettivo politico, sociale o religioso, ma sembra contraddire la garanzia divina della discendenza promessa al patriarca. Attraverso l’analisi di fonti testuali e iconografiche, il libro ricostruisce la storia della ricezione di Genesi 22, esplorando le radici del racconto e quindi la sua esegesi fra giudaismo del Secondo Tempio, giudaismo rabbinico e cristianesimo antico. Si ripercorrono altresì le fasi della identificazione dell’altare del sacrificio come luogo di culto e di pellegrinaggio, nonché il senso del suo radicamento nello spazio sacro di Gerusalemme.
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Elena Zocca, Infanzia e santità. Un difficile incontro alle origini del cristianesimo, Viella 2020 (Sanctorum. Scritture, pratiche, immagini, 7)

Gli antichi attribuivano grande importanza alla prole e amavano i loro figli; valutavano però negativamente l’infanzia, imputandole ignoranza, mancanza di raziocinio, incapacità di autodominio e, soprattutto, incompiutezza.

Il cristianesimo delle origini, nato in ambiente semitico e presto diffusosi nel mondo greco-romano, condivise sostanzialmente l’opinione corrente. Tuttavia, il ricordo di un Gesù attorniato dai bambini, feste in onore di piccoli martiri, una predicazione sempre più interessata al valore salvifico dell’infantia Christi suggerirono una diversa considerazione per la prima età, che cominciò ad essere apprezzata per le sue specifiche peculiarità. Il volume ripercorre il processo, talvolta tortuoso, che condusse infanzia e santità ad incontrarsi, proponendo un viaggio fra storia, letteratura, costume e iconografia.
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Lo spazio dell’infanzia. Profili, problemi, prospettive tra passato e presente, a cura di Rossana Barcellona e Teresa Sardella, Mimesis 2020

Lo spazio dell'infanzia. Profili, problemi, prospettive tra passato e presenteTrattare l’infanzia implica l’assunzione della sua dimensione culturale, mutevole con il variare delle coordinate geografiche e cronologiche; e comporta anche il riconoscimento della sua conna
turata fragilità biologica, che si traduce in marginalità sociale, storica e storiografica. Il volume intende individuare aree di intersezione e contiguità, come anche elementi di rottura, nel passaggio fra diverse epoche, società, mentalità, religioni, e fra diversi “spazi” non solo geografici. La riflessione plurale cerca di cogliere la sfida che le scienze umanistiche lanciano a chi le coltiva: possono i saperi umanistici contribuire non solo alla comprensione ma anche alla gestione di questioni urgenti delle società contemporanee, come quelle generate dall’incontro fra culture e dal divario sempre più sensibile fra chi ha voce nei dibattiti pubblici (non solo scientifici) e chi non ne ha, e storicamente non ne ha mai avuta, come l’infanzia?
Il tema dell’infanzia è declinato a partire dalla parola chiave “spazio”: lo “spazio” compare nel titolo del volume e in quelli di tutti i  contributi, e può considerarsi una sorta di assunto metodologico.
Lo spazio va, infatti, inteso come luogo metaforico, cioè come contenitore misurabile in termini di importanza, attenzione, cura, e interesse riservati all’infanzia nei diversi ambiti indagati. La percezione di una labilità di lunghissima durata e l’esigenza di uno “spazio” specificamente e significativamente connotato, necessario anche come strumento cognitivo e interpretativo, accomunano la prospettiva di tutti i saggi raccolti in questo volume


Francesco Scorza Barcellona, Magi, infanti e martiri nella letteratura cristiana antica, a cura di T. Caliò, E. Zocca, Viella, 2020 (sacro/santo, 29)

Gli studi raccolti nel volume sono rappresentativi del pluridecennale percorso di ricerca di Francesco Scorza Barcellona e del suo peculiare approccio all’agiografia antica. Una prima sezione propone tre saggi pionieristici sulla santità infantile, indagata attraverso la vicenda omiletica dei santi Innocenti e quella agiografica dei martiri bambini. Nella seconda si ripercorre il culto dei Magi, in un viaggio ideale fra Oriente ed Occidente, dalla letteratura patristica al Milione di Marco Polo. La terza e ultima sezione manifesta il particolare interesse del nostro autore per le identità agiografiche complesse o liminali: Vittore, il martirio femminile e quello donatista. Gli articoli inclusi nella raccolta rimangono a tutt’oggi punti di riferimento obbligati sui soggetti trattati.
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Querciolo Mazzonis, Riforme di vita cristiana nel Cinquecento italiano, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2020

Il libro esamina in chiave comparativa le compagnie dei barnabiti e delle angeliche, delle orsoline e dei somaschi, fondate nel nord Italia negli anni Trenta del Cinquecento da Battista da Crema, Angela Merici e Girolamo Miani. Attraverso la prospettiva delle concezioni di ‘vita cristiana’ la ricerca considera i sodalizi in continuità con un movimento di ripensamento degli ideali di perfezione radicato nel Quattrocento e in rapporto ad altri istituti coevi, a circoli riformatori irenici e ad ambienti ecclesiastici post-tridentini. Il libro intende mettere in luce la complessa articolazione e la fluidità delle percezioni del vivere cristiano, della salvezza e della Chiesa presenti nel XVI secolo. Al contempo sostiene che le compagnie furono una specifica espressione di una più ampia corrente ascetico-mistica ‘non-convenzionale’ tesa alla riforma della società più che della Chiesa, che si affermò parallelamente agli ambienti riformatori italiani aperti alle istanze protestanti.
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Giancarlo Rinaldi, Archeologia del Nuovo Testamento, Roma, Carocci, 2020

L’archeologia non si pone lo scopo di dimostrare bensì quello di aiutare nella comprensione esegetica. Il volume si divide in tre parti. Nella prima si traccia un profilo di storia del popolo giudaico dall’epopea dei Maccabei contro Antioco IV fino al principato di Domiziano che vede la composizione dell’Apocalisse di Giovanni. Nella seconda si affronta una lettura del Nuovo Testamento soffermandosi sui reperti archeologici, gli aspetti linguistici, gli eventi di storia romana che giovano a una sua piena comprensione. Nella terza parte v’è l’esame di fonti documentarie che meritano attenzione: iscrizioni, papiri, monete. Alcune epigrafi sono legate a personaggi come Ponzio Pilato o quel Gallione incontrato da Paolo a Corinto, oppure ai politarchi di Tessalonica; altri a monumenti e luoghi, come a Gerusalemme l’iscrizione di Teodoto, la lex templare, le attestazioni onomastiche degli ossuari, etc. Anche i papiri, offrono il loro contributo: è il caso dei papiri astrologici oppure il papiro giovanneo della John Ryland Library di Manchester che contribuisce a una datazione alta del quarto vangelo, per non parlare dei grandi ritrovamenti di Qumran e di Nag Hammadi. La grande stagione dei ritrovamenti d’Ossirinco ha inaugurato una nuova era per lo studio del lessico greco del Nuovo Testamento. I reperti ci persuasero che il greco del Nuovo Testamento era quello  ricorrente nelle fonti documentarie. La terza parte prende in considerazione le monete. Si può partire dal “Date a Cesare quel che è di Cesare” che Gesù pronuncia avendo in mano una moneta tiberiana con il genitivo di possesso della sua leggenda. E poi le monete di Erode il Grande e dei suoi epigoni, Erode Agrippa I e II, che attestano la duplice politica di questi personaggi che volta per volta esibivano il volto del sovrano ellenista oppure quello rispettoso dei sudditi giudei. Ponzio Pilato coniò monete di esplicito contenuto pagano atte a provocare lo sdegno dei suoi provinciali. Altra coniazione di gran rilievo è quella, di età flavia, che raffigura la Iudaea capta, simboleggiata da una donna mestamente seduta sotto una palma. Le coniazioni più significative sono quelle che celebrano l’Aeternitas Romae raffigurando una donna in piedi che regge gli astri eterni, il sole e la luna. Quest’enfasi sulla città che è senza fine è antitetica al messaggio dell’apocalisse giovannea dove troviamo inni di gioia alla notizia del crollo di Roma. L’archeologia non si pone lo scopo di dimostrare bensì quello di aiutare nella comprensione esegetica. Il volume si divide in tre parti. Nella prima si traccia un profilo di storia del popolo giudaico dall’epopea dei Maccabei contro Antioco IV fino al principato di Domiziano che vede la composizione dell’Apocalisse di Giovanni. Nella seconda si affronta una lettura del Nuovo Testamento soffermandosi sui reperti archeologici, gli aspetti linguistici, gli eventi di storia romana che giovano a una sua piena comprensione. Nella terza parte v’è l’esame di fonti documentarie che meritano attenzione: iscrizioni, papiri, monete. Alcune epigrafi sono legate a personaggi come Ponzio Pilato o quel Gallione incontrato da Paolo a Corinto, oppure ai politarchi di Tessalonica; altri a monumenti e luoghi, come a Gerusalemme l’iscrizione di Teodoto, la lex templare, le attestazioni onomastiche degli ossuari, etc. Anche i papiri, offrono il loro contributo: è il caso dei papiri astrologici oppure il papiro giovanneo della John Ryland Library di Manchester che contribuisce a una datazione alta del quarto vangelo, per non parlare dei grandi ritrovamenti di Qumran e di Nag Hammadi. La grande stagione dei ritrovamenti d’Ossirinco ha inaugurato una nuova era per lo studio del lessico greco del Nuovo Testamento. I reperti ci persuasero che il greco del Nuovo Testamento era quello  ricorrente nelle fonti documentarie. La terza parte prende in considerazione le monete. Si può partire dal “Date a Cesare quel che è di Cesare” che Gesù pronuncia avendo in mano una moneta tiberiana con il genitivo di possesso della sua leggenda. E poi le monete di Erode il Grande e dei suoi epigoni, Erode Agrippa I e II, che attestano la duplice politica di questi personaggi che volta per volta esibivano il volto del sovrano ellenista oppure quello rispettoso dei sudditi giudei. Ponzio Pilato coniò monete di esplicito contenuto pagano atte a provocare lo sdegno dei suoi provinciali. Altra coniazione di gran rilievo è quella, di età flavia, che raffigura la Iudaea capta, simboleggiata da una donna mestamente seduta sotto una palma. Le coniazioni più significative sono quelle che celebrano l’Aeternitas Romae raffigurando una donna in piedi che regge gli astri eterni, il sole e la luna. Quest’enfasi sulla città che è senza fine è antitetica al messaggio dell’apocalisse giovannea dove troviamo inni di gioia alla notizia del crollo di Roma.

Claus Arnold, Giovanni Vian, La Redazione dell’Enciclica Pascendi. Studi e documenti sull’antimodernismo di Papa Pio X, Stuttgart, Anton Hiersemann Verlag, 2020

Mit der Enzyklika Pascendi dominici gregis von 1907 verordnete Papst Pius X. der römisch‑katholischen Kirche einen Antimodernismus, der in seinen theologischen, politischen und sozialen Auswirkungen mindestens bis hin zum II. Vatikanischen Konzil prägend blieb. Der vorliegende Band klärt erstmals umfassend den Entstehungsprozess von Pascendi, offenbart den Beitrag der verschiedenen geistigen Väter der Enzyklika, ihre Intentionen, Quellen und Feindbilder, und lässt nicht zuletzt den Anteil von Pius X. in neuer Weise hervortreten. Damit wird ein grundlegender Text der Kirchen‑ und Geistesgeschichte des 20. Jahrhunderts für die weitere Forschung kritisch erschlossen.
The Encyclical Pascendi dominici gregis (1907) is one of the most momentous papal documents. Through Pascendi Pius X imposed an antimodernist agenda on the Roman Catholic Church with theological, political and social implications, palpable until the Second Vatican Council and well beyond. For the first time the present volume offers an exhaustive reconstruction of the making of Pascendi, its inspirators and authors, their intentions, sources and concepts of enmity. The role of Pius X in the redaction process is also elucidated in a new way. Thus, a fundamental text of the religious and intellectual history of the 20th century is made critically accessible for further research.(Languages: Italian, Latin, French. Abstracts in English).
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Edmondo Lupieri (ed.), I mille volti della Maddalena. Saggi e studi, Roma, Carocci, 2020

Il volume, proseguendo il discorso avviato in “Una sposa per Gesù”, descrive usi e abusi della figura della Maddalena attraverso quasi venti secoli di storia e di leggende. Dall’irrisione dei filosofi pagani all’esaltazione liturgica nelle comunità rette da donne prete cattoliche, la sua immagine rimane segno di contraddizione anche in un mondo come il nostro. Eroina di nuovi miti, che la vedono dea e regina nel panorama sfaccettato della New Age, l’importanza spirituale della Maddalena cresce solcando il web, mentre in frange conservatrici del cristianesimo rimane ancora legata all’antico stereotipo della prostituta pentita, che nemmeno l’Illuminismo e la Riforma erano riusciti a distruggere. Eppure, complice anche un falso frammento di un vangelo inesistente, siamo pronti a credere che fosse amante e forse moglie di Gesù, o magari protagonista d’una fiaba moderna “a lieto fine” per entrambi, fuggiti insieme e morti poi, circondati dai figli e in tarda età, nell’India misteriosa.
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2019


Francesco Celia, Preaching the Gospel to the Hellenes. The Life and Works of Gregory the Wonderworker, Peeters 2019.

Over the past forty years, major Patristic scholars have radically called into question the biographical and literary profiles of Gregory Thaumaturgus (the ‘Wonderworker’), considered for centuries the famous pupil of Origen and the charismatic bishop of Neocaesarea. Presenting a thorough reconsideration of the ancient sources on Gregory and the main works ascribed to him, Preaching the Gospel to the Hellenes demonstrates that the doubt cast on his traditional figure is unwarranted. The book re-establishes solid ground on which this important actor in Early Christianity can be placed and corroborates his engagement in confronting and evangelising pagans. Moreover, by taking a fresh look at information provided on Gregory by key Patristic authors and scrutinising the addressees of his works, this study sheds new light on the Christian cultural and social environment in Palestine and Asia Minor, as well as on the history of Christian theology between the third and fourth centuries.
La monografia è stata insignita del premio letterario della Fondazione Mazza su “I primi quattro secoli del Cristianesimo o Storia della Liturgia” (2022) (motivazioni).
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Emanuele Fontana, I registri processuali di Alberghetto Vandoli da Bologna notaio patriarcale (1303-1307), Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2019 (Fonti per la storia della Chiesa in Friuli. Serie medievale, 21).

Il volume contiene l’edizione di due registri cartacei che riportanto vari atti processuali redatti dal notaio patriarcale Alberghetto Vandoli da Bologna nell’arco di tempo compreso tra il 1303 e il 1307, sotto il patriarcato di Ottobono dei Razzi. I Vandoli, di origine bolognese, furono una famiglia di notai che si stanziò a Udine e gravitò nell’ambiente della curia patriarcale. Alberghetto fu rappresentante importante di quel notariato allogeno che ebbe un impatto sulla documentazione friulana tra Duecento e Trecento. Verosimilmente chierico, fu attivo come notaio del patriarca di Aquileia assieme ad altri colleghi, in particolare Meglioranza da Thiene. Nei registri processuali, oltre ad alcune indicazioni sulla prassi di lavoro dei notai attivi all’interno della curia patriarcale, emergono i contatti con personaggi notevoli sia del mondo ecclesiastico sia di quello mercantile del Friuli. La natura degli atti rende i registri di Alberghetto quanto mai preziosi per analizzare non solo la prassi quotidiana della giustizia patriarcale ma anche l’esercizio della professione notarile. Nonostante i consistenti danni riportati dai registri a causa dell’umidità, l’edizione critica tenta di restituire il testo degli atti nella forma più completa possibile.
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Tommaso Caliò (ed.), Santi in posa. L’influsso della fotografia sull’immaginario religioso, Roma, Viella, 2019 (Sanctorum. Scritture, pratiche, immagini, 6)

È raro incontrare i termini “religiosa”, “sacra” o “devozionale” tra i diversi aggettivi che accompagnano il sostantivo “fotografia”. Si tratta di una tipologia non rilevata, a dispetto di un fenomeno che si presenta fin dalle origini di dimensioni rimarchevoli. Questo volume si prefigge di porre l’accento non tanto sulla fotografia come fonte per la storia religiosa, quanto sul suo utilizzo nei processi di promozione del culto dei santi e nella prassi devozionale: l’introduzione della macchina fotografica nella sfera del sacro e la sua evoluzione in una pratica di “massa” determinano l’inserimento dell’immaginario agiografico nell’universo mediatico in un processo di contaminazione tra sacro e profano.
Il volume si caratterizza per un approccio marcatamente interdisciplinare in cui la prospettiva storico-religiosa e agiografica si confronta con la storia della fotografia, l’antropologia, la sociologia, la storia dell’arte.
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Rossana Barcellona, Teresa Sardella (edd.), Violenza delle parole parole della violenza, Milano, Mimesis, 2019

La tematizzazione della violenza comporta l’assunzione della sua dimensione culturale, mutevole nello spazio e nel tempo, e della sua connaturata ambiguità, poiché la violenza si ascrive spontaneamente alla categoria del “male” ma può essere giustificata in nome di un “bene” o del “Bene”. Superato il concetto di “civiltà” pregiudizialmente etnocentrico (prerequisito necessario ma non scontato), al cui vaglio ancora soggiace certa lettura dei fatti umani, la violenza perde i connotati dell’eccezionalità. Appare come elemento permanente e invasivo della storia umana, come una componente intrinseca ai comportamenti pubblici e privati, individuali e collettivi, quasi un dato impresso nel patrimonio genetico dell’umanità. In quest’ottica ogni cultura non può che incontrare varie forme di violenza e con esse variamente relazionarsi, per gestirle, neutralizzarle, indirizzarle, istituzionalizzarle, eventualmente fruirle. D’altra parte la violenza dell’essere umano non può essere ricondotta, in nome della sua riconosciuta generale pervasività, a mero fatto biologico, ad attitudine istintuale e animalesca, né liquidata come silenzio della coscienza, poiché trova sostanza nello “scorrere ininterrotto di pratiche, discorsi, parole e gesti costitutivi e costituenti”. Questo libro propone una riflessione articolata e multidisciplinare sul tema della violenza verbale, cioè individuabile nella comunicazione orale e scritta, letteraria e mediatica, privata e pubblica, in modo esplicito ma anche implicito o neutralizzato. L’obiettivo è quello di cogliere aree di intersezione e contiguità come elementi di rottura, registrabili nel passaggio fra una lingua e l’altra, ma anche fra diversi contesti storico- culturali, nella convinzione che maturare una più profonda coscienza della comunicazione sia strumento indispensabile per “incontrare” l’Altro.

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Francesco Tacchi, Antisocialismo cattolico. Un confronto tra Italia e Germania all’epoca del pontificato di Pio X (1903-1914), Venezia, Edizioni Ca’ Foscari, 2019

A inizio Novecento l’espansione del movimento socialista rappresentava un serio motivo d’allarme per la Chiesa cattolica, che in esso vedeva l’espressione e il veicolo di un processo di secolarizzazione interpretato come essenzialmente anticristiano. Questo volume investiga i caratteri dell’antisocialismo cattolico e le modalità concrete del suo manifestarsi, svolgendo un’analisi comparativa fra il caso dell’Italia e quello della Germania guglielmina.

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Paolo Cozzo, Andrea Merlotti and Andrea Nicolotti (a cura di), The Shroud at Court. History, Usages, Places and Images of a Dynastic Relic, Leiden 2019

The Shroud at the Court analyses, through various essays characterized by a multidisciplinary and diachronic perspective, the strict ties created between the Shroud and the Savoy court from the fifteenth to twentieth centuries. Presented as proof of the divine legitimacy of Savoy lineage, the Shroud (of which the Savoy dynasty came into possession in 1453, keeping it first in Chambéry and then from 1578 in Turin) was central to their propagandistic strategies. The court – its spaces, protagonists,
and rituals – became the natural setting for a relationship reinforced over time through customs, ceremonies, and images intended to celebrate the excellence of the Savoy, both within their own state
and in Europe’s “society of princes”. Contributors are Paola Caretta, Paolo Cornaglia, Paolo Cozzo, Davide De Franco, Bernard Dompnier, Laura Gaffuri, Pierangelo Gentile, Luisella Giachino, Andrea Merlotti, Frédéric Meyer, Andrea Nicolotti, Almudena Pérez de Tudela, Laurent Ripart, Alessandro Serra and Franca Varallo.

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Emanuela Prinzivalli, Il cristianesimo antico fra tradizione e traduzioni, Città Nuova 2019 (Fundamentis Novis, 7)

l volume si occupa di due grandi questioni che percorrono la storia del cristianesimo occidentale, in relazione con l’Oriente cristiano, e rappresentano altrettante chiavi di lettura per comprenderne alcuni caratteri fondamentali: ciò che avviene dentro e intorno alla Chiesa di Roma e la trasmissione, mediante traduzioni, del patrimonio patristico orientale in Occidente. L’arco temporale preso in considerazione è l’età antica, all’incirca i primi sette secoli, il periodo in cui nascono e si strutturano istituzioni, usi, dottrine destinati a protrarsi diacronicamente. Attraverso i percorsi individuati si evidenzia come nel cristianesimo antico la storia concreta di uomini e donne, nei loro atteggiamenti privati, nelle relazioni con la società circostante e nelle manifestazioni del culto, non sia mai disgiunta dall’interpretazione della Scrittura e dal formarsi, in stretta relazione con questa, del patrimonio dottrinale.
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Marina Benedetti e Tomaso Subini (a cura di), Francesco d’Assisi. Storia, arte, mito, Carocci,  2019

La difficile eredità di una proposta cristiana di non agevole imitazione nel corso dei secoli trasforma la memoria del Poverello nella dualità tra frate Francesco in sé e san Francesco per noi. Il volume indaga alcune modalità con cui la letteratura francescana ha affascinato taluni ambiti della cultura italiana, e non solo, del XX e XXI secolo in un processo di metamorfosi caratterizzato da una attrattiva “forza di contemporaneità” in un contesto assai spesso definito di “analfabetismo religioso”. Come si spiega questa apparente contraddizione? Il paradosso viene affrontato in un libro-ponte tra passato e presente attraverso molteplici sguardi (filosofia, arte, cinema, musica, teatro, psichiatria, letteratura, devozione, politica e propaganda) muovendo da un ineludibile punto di partenza: le fonti scritte che hanno trasmesso l’avventura religiosa – dal medioevo ai nostri giorni – di un uomo descritto da Tommaso da Celano come «mediocre di statura, piuttosto piccolo; viso un po’ oblungo e proteso; occhi normali, neri e semplici; capelli scuri; lingua mite, bruciante e acuta; voce veemente, dolce, chiara e sonora; barba nera e rada» che, a sua volta, si presenta nei propri affascinanti scritti.

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2018


Paolo Cozzo, Un eremita alla corte dei Savoia. Alessandro Ceva e le origini della Congregazione camaldolese di Piemonte, Milano, FrancoAngeli, 2018

Lo sviluppo della congregazione eremitica camaldolese nel Piemonte sabaudo di inizio Seicento è analizzato nel volume attraverso il profilo del confessore del duca Carlo Emanuele I, l’eremita Alessandro Ceva.

Morto in odore di santità nel 1612, Ceva fu oggetto di un culto che non riuscì a trovare riconoscimento canonico.

La sua figura, già esaltata dall’erudizione settecentesca, nel XIX secolo – quando la congregazione camaldolese fu soppressa e gli eremi abbandonati – venne rievocata dalla cultura ecclesiastica subalpina in chiave apologetica e controversistica.
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Valentina Ciciliot, Donne sugli altari. Le canonizzazioni femminili di Giovanni Paolo II. Viella, 2018 (sacro/santo, 25)

Il volume ripercorre la storia della santità, in particolare quella femminile, durante il pontificato di Giovanni Paolo II, individuando un’attenta politica delle canonizzazioni, divenute veri e propri strumenti di governo ecclesiastico. Beate e sante furono infatti il cavallo di battaglia della Chiesa cattolica wojtyłiana, contro la secolarizzazione e il relativismo etico e culturale, e per affermare la propria visione nei riguardi delle questioni biopolitiche, come la difesa della vita e della famiglia tradizionale. Attraverso l’analisi dei processi canonici, della letteratura agiografica e dei pronunciamenti magisteriali ufficiali vengono così qui ricostruite le diverse storie di donne elevate alla gloria degli altari dal papa polacco, dimostrando che personalità come Gianna Beretta Molla o madre Teresa di Calcutta sono gli esempi più eclatanti della reinterpretazione della figura del santo operata da Giovanni Paolo II, ma anche del modello di donna contemporanea offerta dal pontefice ai fedeli.
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Mauro Pesce, Il cristianesimo, Gesù e la modernità. Una relazione complessa, Roma, Carocci, 2018.

Il cristianesimo, Gesù e la modernitàLa figura storica di Gesù, la nascita del cristianesimo e la modernità in che rapporto sono tra di loro? ll volume ne affronta la complessa relazione esaminando una serie di questioni fondamentali e focalizzando l’attenzione sulla critica del cristianesimo e la riscoperta dell’ebraicità di Gesù e di un cristianesimo originario. L’impatto della scienza moderna sul sistema teologico cristiano, le concezioni politiche e le dichiarazioni dei diritti dell’uomo emerse grazie all’Illuminismo hanno avuto un effetto positivo e di trasformazione non solo sulle diverse forme di cristianesimo, ma anche sull’ebraismo e sull’islam. La sterminata ricerca storica moderna su Gesù non è frutto di un atteggiamento anticristiano ma delle molteplici e diversificate correnti cristiane che assumono di volta in volta i vari fattori culturali della modernità.
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Spazi e luoghi sacri. Espressioni ed esperienze di vissuto religioso, a cura di Laura Carnevale, Bari 2018

Questo volume accoglie gli Atti del VI Convegno Internazionale del Progetto Spazi sacri e percorsi identitari. Testi di fondazione, iconografia, culto e tradizioni nei santuari cristiani italiani fra tarda antichità e Medioevo, svoltosi a Bari dal 23 al 25 maggio 2017. La ricerca ha inteso riprendere le indagini sui concetti di sacralità e di spazio/luogo; studiare i santuari quali specifici spazi sacri; consegnare al pubblico di non specialisti una nuova idea di questi luoghi in quanto non solo poli cultuali, ma spazi culturali in senso più ampio.

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Le pontificat romain dans l’époque contemporaine | The Papacy in the Contemporary Age,
edited by Giovanni Vian, Venezia 2018

The volume, deepening specific aspects of the popes from Pius X to Francis, offers, overall, a historical reading of the papacy from the early twentieth century to the present. In this time – between uncertainties, resistances, cautious openings – the papacy realised the transition from intransigent Catholicism to dialogue with modernity and its most characteristic cultural, political and social expressions. In this regard, the presence of swings and retractions in the popes of the last decades are also an expression of the troubles that have marked the long and difficult coexistence between papacy, Roman Catholic Church and modernity, until pope Bergoglio’s new guidelines.

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2017


The Reception and Application of the Encyclical Pascendi, edited by Claus Arnold and Giovanni Vian, Venezia, Edizioni Ca’ Foscari, 2017

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This volume presents the results of the international research project “The Reception and Application of the Encyclical Pascendi as Mirrored by the Reports of the Diocesan Bishops and the Superiors of the Religious Orders (1908-1914)”, which was carried out in cooperation between the Goethe University of Frankfurt, respectively the Johannes Gutenberg University of Mainz, and the University Ca’ Foscari of Venice from 2013 until 2016. We are grateful for the funding of the project and of the present publication by the German Research Council (Deutsche Forschungsgemeinschaft). It would have been impossible to pursue the project without the collaboration of the European and American colleagues who are specialists for the history of the modernist crisis in Roman Catholicism and who have contributed to this volume. We are grateful for the support of many ecclesiastical archives, in first place to the Archivio Segreto Vaticano with its prefect, H. Exc. the most Rev. Mons. Sergio Pagano, B, and to the Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede with its director, the Rev. Mons. Alejandro Cifres. Dott. Alejandro M. Dieguez of the Archivio Segreto Vaticano has been most helpful in identifying the relevant material for this study. The practical coordination of the project lay with Dr. Raffaella Perin who undertook extensive archival studies for the project and helped with the editing of the volume. Friederike Ockert from Johannes Gutenberg University of Mainz assisted in preparing the necessary translations and our colleague Charles Talar helped with the corrections. All errors that remain are ours. We are finally grateful to Edizioni Ca’ Foscari for the publication of this volume.
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L’immaginario devoto tra mafie e antimafia. 1. Riti, culti e santi, a cura di Tommaso Caliò e Lucia Ceci, Roma, Viella, 2017 (Sanctorum. Scritture, pratiche, immagini, 1).

Dal controllo dei culti patronali ai riti di affiliazione fino alla promozione di un’immagine sacralizzata del capomafia: le organizzazioni criminali attingono spesso al repertorio devozionale cattolico. Il controllo dell’immaginario devoto consacra il ruolo dei boss come depositari di valori tradizionali, promuove un’immagine del capomafia che si fonda su un presunto rapporto privilegiato con il sacro, dimostra il suo potere sul territorio.
Ma all’indomani della stagione dello stragismo mafioso, con la visita di Giovanni Paolo II in Sicilia nel maggio del 1993 e con l’assassinio di don Puglisi nel settembre dello stesso anno, la Chiesa cattolica ha intrapreso un’opera di riconquista e di risemantizzazione dello spazio devozionale che si è intrecciata con la formazione di modelli e riti di carattere civile.
Questi i temi al centro del volume che nell’ultima parte si apre a scenari di comparazione attraverso l’avvio di un’analisi dei rapporti tra pratiche religiose e malavita organizzata nelle realtà messicana, russa e statunitense.
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La preghiera e la Grande Guerra. Benedetto XV e la nazionalizzazione del culto in Italia, Pisa, Pacini, 2017.

La preghiera e la Grande Guerra - Benedetto XV e la nazionalizzazione del culto in ItaliaNegli ultimi decenni gli studi sulla Grande guerra hanno investito anche le sue letture in chiave religiosa, dimostrandone l’ampiezza e la consistenza. Sulla base di una ricca documentazione, a stampa e manoscritta, il volume ricostruisce un particolare aspetto di questo vasto campo di indagine: la dialettica creatasi tra il pontefice romano e i cattolici italiani sulle forme e i contenuti della preghiera riferita alla guerra.
Alla promozione da parte di Benedetto XV di testi oratori e di celebrazioni dirette a creare le condizioni per una pace «universale», corrispondeva la tendenza dei secondi (condivisa con i correligionari degli altri paesi) ad invocare la vittoria della propria parte, conferendo al culto connotati nazionalistici. Lo sguardo analitico sulla preghiera solleva nuovi problemi interpretativi, rivelandosi un osservatorio cruciale per esplorare da angolazioni inusuali il rapporto del pontefice con il tema della nazione e della guerra e le sue molteplici implicazioni nella sfera del culto.
Indice


Mauro Pesce, Esiste l’eresia nel cristianesimo?, Bologna, Morcelliana, 2017

Esiste l'eresia nel cristianesimo? - Mauro Pesce - copertinaChe cosa significa “eresia”, quando nasce e con quali finalità? L’eresia non è un concetto storiografico, che descrive una realtà storico-religiosa, ma è il prodotto di quella storia, con le sue ambiguità: nel II secolo il concetto è introdotto – in chiave teologica, confessionale, apologetica – come sinonimo di “deviazione” rispetto alla verità della fede; rappresenta la condanna elaborata da un gruppo nei confronti di altri per contrastare con l'”ortodossia” le origini non unitarie del cristianesimo. Persino Lutero fu accusato dell’eresia dello Scisma: dal canto suo, egli ispirò la Riforma protestante per ritornare a un ideale di Chiesa autentica. L’autore, ricostruendo gli usi strumentali del linguaggio che descrive queste realtà nel tempo, offre una lezione di metodo: l’analisi storico-critica del cristianesimo come modello di ricerca e di possibile dialogo tra le religioni.


Adriana Destro, Mauro Pesce, La lavanda dei piedi . Significati eversivi di un gesto, Bologna, EDB, 2017

Le calzature, le strade e la consuetudine di mangiare sdraiati e in più persone sullo stesso letto rendono consueto nel mondo antico il gesto di lavare i piedi all’ospite di riguardo o al padrone di casa.  Documentato, per esempio, nel Convivio di Platone, nel Satyricon di Petronio, in Plutarco, nel Vangelo di Luca e nel libro della Genesi, quel gesto diventa centrale nel capitolo 13 del Vangelo di Giovanni, dove Gesù lava i piedi ai suoi discepoli nel contesto della cena. Destro e Pesce lo interpretano come un «rito di inversione di status», nel senso che in qualsiasi cultura un inferiore può assumere il ruolo di un superiore entro una precisa condizione rituale finalizzata a delineare con maggiore coscienza gli obblighi di ciascuno. Nel caso della lavanda dei piedi il rituale di inversione è finalizzato a rilanciare un progetto di utopia all’interno della comunità che Gesù spera i suoi discepoli foreranno dopo la sua morte, imitando la sua scelta servile. Solo il rito, infatti è in grado di palesare il modello proposto dal Vangelo – la subordinazione reciproca e l’amicizia – di renderlo comprensibile e di indicarlo come base normativa del gruppo.
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Adriana Destro – Mauro Pesce, From Jesus to the First Groups of His Followers. Continuity and Discontinuity. Anthropological and Historical Perspectives, Leiden, Brill, 2017.

Cover From Jesus to his First Followers: Continuity and DiscontinuityThis volume brings together in a reworked form essays with anthropological and historical perspectives on Jesus and his followers that Adriana Destro and Mauro Pesce have written over many years. Anthropology has become a much-used approach in biblical studies in recent years. It is here that Destro and Pesce represent a unique contribution in that they embody the anthropological and historical perspectives through their own research in these two fields. Anthropology is not added merely as a literary knowledge, early Christian groups are studied in a similar way, as Destro has explored local communities in Turkey and in other parts of the Mediterranean. The texts from the New Testament are used as material for ethnographic descriptions and analysed with anthropological methods. Therefore, the questions Destro and Pesce ask are different from traditional theological ones; they concern the ‘style of life’ of Jesus and his followers, and the social forms and dynamics of their groups.
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2016


Alessandro Serra, La mosaïque des dévotions. Confréries, cultes et société à Rome (XVIe-XVIIIe siècles), Louvain-la-Neuve, Presses universitaires de Louvain, 2016.

Image de couverture

Ce volume propose une étude des confréries de l’époque moderne qui croise l’approche de l’histoire sociale avec les perspectives spécifiques de l’histoire du culte et des dévotions. Structures fondamentales de la sociabilité urbaine à l’époque moderne, les confréries, qui doivent aussi être tenues pour des agents essentiels de la diffusion de dévotions nouvelles et renouvelées autant que des gardiens jaloux de cultes anciens, transforment les divers objets de leur vénération en éléments sémantiques constitutifs de dynamiques identitaires en constante évolution.
La Rome des xvie-xviiie siècles offre un excellent observatoire pour analyser ce type de mécanismes. Capitale de l’Église universelle et théâtre de la diplomatie européenne, la ville du pape finit par abriter au xviiie siècle plus de cent soixante confréries. Grâce au rôle de guide que tiennent ces compagnies pour les confréries du monde catholique par le système des archiconfréries et des agrégations, en raison aussi de l’existence d’un ample réseau de communautés « nationales », dont chacune revendique sa propre spécificité cultuelle, c’est presque toute la typologie des associations laïques de la catholicité qui se trouve représentée à Rome. Le panorama des cultes qui en résulte, extrêmement varié et fragmenté, se présente donc comme une véritable mosaïque dévotionnelle, dont ce livre se propose de réassembler les tesselles.
Open edition


Adriana Destro, Mauro Pesce, Dentro e fuori le case. Le donne dal movimento di Gesù alle prime chiese, Bologna, EDB, 2016

9788810567357-dentro-e-fuori-le-case Nel passaggio dal movimento di Gesù alla Chiesa, il ruolo attivo delle donne negli spazi pubblici lentamente arretra. Esse tendono ad assumere nelle case una funzione subordinata e non vengono più considerate discepole itineranti, come nei racconti evangelici, ma aiutanti-inservienti del gruppo. Questi processi sono determinati dal fatto che le norme del vivere quotidiano su cui si reggono sia la casa sia l’assemblea pubblica vengono ad avere un peso determinante. Si consolida così una forma sociale prima inesistente, l’ekklêsia, che non può non assumere alcuni comportamenti «istituzionali» della cultura del tempo: riunioni formalizzate, tempi stabiliti, compiti e riti, direttive ed apparati cultuali, gerarchie sociali, onore pubblico maschile. La casa, non essendo più esposta agli effetti sconvolgenti di una leadership, ripristina le eterne logiche della domesticità che ribadiscono la differenza gerarchica tra uomini e donne.
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F. Maurici, F. Raffaele, C. Ruta, T. Sardella, Federico II e il suo tempo. Il regnum e l’impero, il papato, le etnie, le culture, Ragusa, Edizioni di storia e studi sociali, 2016.

schermata-2016-11-11-alle-16-53-14Federico II di Svevia: una figura di monarca complessa, che non ha mai smesso di alimentare discussioni, sin dal tempo in cui egli visse e dominò la scena dell’Impero romano-germanico, quando per i papi e i loro partigiani guelfi era la bestia dell’Apocalisse e l’Anticristo mentre per altri era lo Stupor mundi. Chi fu realmente? Un cristiano autentico o un laico e illuminista ante litteram? Un campione dell’interculturalità? Un anticipatore dello Stato moderno o un regnante del Medioevo? Quale il peso effettivo che egli ebbe nella vicenda intellettuale del XIII secolo? Questi i quesiti cui rispondono gli autori del libro, che scandagliano la figura dell’imperatore svevo da una varietà di prospettive.
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Alberto D’Incà, Martiri e briganti. La “Bagaudia cristiana” e gli sviluppi della riflessione sul martirio nella Gallia tardoantica e altomedioevale, Trapani, Il Pozzo di Giacobbe, 2016

Martiri e briganti. La "Bagaudia cristiana" e gli sviluppi della …Quali furono i fattori che determinarono una nuova percezione dei Bagaudi – i contadini responsabili delle violente rivolte divampate nelle campagne galliche e iberiche tra III e V secolo –, descritti dalle fonti, prima, come nemici dell’Impero e “briganti”, poi come “cultori della fede cristiana” e martiri? Per rispondere a questo interrogativo l’indagine ripercorre gli snodi attraverso i quali, tra Tarda Antichità e Alto Medioevo, prese lentamente forma l’idea di una “Bagaudia martirologica”. Senza trascurare l’esame delle presunte affinità tra i ribelli e i movimenti dell’“eversione religiosa” tardoantica (soprattutto i Circoncellioni d’Africa), l’autore ricostruisce le tappe fondamentali di un tragitto di “lungo periodo”, durante il quale i cristianesimi occidentali fornirono soluzioni discordanti a problematiche come il valore da attribuire al martirio “cum et sine cruore”, al culto dei santi e al sacrificio dei martiri militari. La cristianizzazione della Bagaudia rappresenta, dunque, un fenomeno paradigmatico, il cui studio può facilitare il vaglio delle trasformazioni che caratterizzarono il pensiero cristiano durante un’età inquieta, permettendo, al contempo, di isolare e valutare sia le persistenze, sia le cesure rispetto alla riflessione teologica dei secoli precedenti.


2015


Storia del cristianesimo, 4 voll., Roma, Carocci, 2015

Con i quattro volumi della Storia del cristianesimo s’intende rendere conto della straordinaria ricchezza di un fenomeno religioso che attraversa e permea duemila anni di storia, con un linguaggio che cerchi di restituirne complessità e fascino. Il progetto dei quattro volumi è unitario, tuttavia ciascuno di essi può essere letto come opera a sé stante. L’interazione del cristianesimo con i diversi ambiti culturali è oggetto di particolare attenzione e il lettore troverà capitoli dedicati alle arti, all’economia, alle scienze, alla filosofia in una prospettiva il più possibile interdisciplinare.

I. L’età antica (secoli I-VII), a cura di Emanuela Prinzivalli

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Il volume abbraccia i primi sette secoli di cristianesimo, che ha la sua origine all’interno del giudaismo nella predicazione dell’ebreo Gesù di Nazaret. La nascita del cristianesimo, la diffusione, l’organizzazione in sistema religioso, la trasformazione da minoranza perseguitata a religione dell’Impero romano, i rapporti con le società e le culture del mondo tardo antico, l’evangelizzazione nelle regioni orientali oltre l’Impero romano, le pratiche rituali e quelle sociali sono indagati alla luce delle acquisizioni della più recente storiografia e con un linguaggio chiaro, adatto a ogni lettore.

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II. L’età medievale (secoli VIII-XV), a cura di Marina Benedetti

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In che modo nei secoli che vengono definiti medievali le parole di Gesù, detto il Cristo, vennero accolte e interpretate in nome del cristianesimo? Quali adattamenti e trasformazioni del messaggio religioso e culturale del vangelo hanno prodotto le istituzioni ecclesiastiche? Come vengono affrontati i nemici interni ed esterni di una società in movimento per difendersi e per diffonde si sempre in nome del Cristo? Il volume mostra iridescenze inconsuete, attraverso le tappe di consolidamento istituzionale dell’invisibile che, nel segno della croce e mediante suoni e immagini, si fa visibile realtà cristiana.

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III. L’età moderna (secoli XVI-XVIII), a cura di Vincenzo Lavenia

FRE_Lavenia_StoriaDelCristianesimoV3_COVER.inddDopo il Quattrocento il cristianesimo conobbe una grande trasformazione innescata dall’umanesimo, dalla presa ottomana di Costantinopoli e dalla Riforma protestante. Cambiarono le relazioni tra clero e laici, città e campagna, potere ecclesiastico e autorità secolare. L’orizzonte globale aprì nuovi spazi alla conquista delle anime, e i rapporti con l’islam, l’ebraismo e i popoli extraeuropei generarono conflitti e contaminazioni. Il volume traccia la storia del cristianesimo tra la crisi della fede medievale e l’età della secolarizzazione, interrogandosi sulle mutazioni nei rapporti della religione con la politica, la disciplina sessuale, la scienza, la letteratura, l’arte.

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IV. L’età contemporanea (secoli XIX-XXI), a cura di Giovanni Vian

FRE_Vian_StoriaDelCristianesimoV4_COVER.inddIl volume ripercorre il passaggio, che si realizza tra la fine del Settecento e il presente, da un cristianesimo erede delle società di antico regime ed eurocentrico all’attuale Global Christianity: un cristianesimo a diffusione mondiale, che conta la sua maggiore presenza nel sud del pianeta e che è segnato da quello straordinario processo della recente storia dell’umanità costituito dall’emancipazione delle donne. Fenomeni che, insieme al confronto con la modernità più avanzata, ma anche con lo sviluppo dei fondamentalismi religiosi, hanno innescato un profondo ripensamento di dottrine e pratiche, indagati grazie all’apporto di specialisti..
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Mauro Pesce, Il Conflitto dei Simboli, Mondo moderno e cristianesimo, Bologna EDB, 2015

9788810968574-il-conflitto-dei-simboli Le grandi masse e anche molta parte della classe dirigente delle società odierne continuano ad avvalersi di una spiegazione della realtà che si richiama al sistema simbolico forgiato dal cristianesimo in età antica e medievale. Nel suo sorgere, la modernità si è trovata in Europa di fronte a società in cui l’organizzazione urbanistica ruotava attorno ai simboli religiosi. Nella struttura cittadina, la centralità fisica della cattedrale e la disposizione spaziale delle chiese principali e degli edifici del potere esprimevano un’organizzazione gerarchica in cui il cristianesimo sanciva simbolicamente ogni aspetto. Il tempo era scandito da una complessa organizzazione cultuale e la stessa rappresentazione del cosmo aveva una struttura fisico-sacrale che abbracciava l’intero universo. Pur contrassegnando una svolta radicale rispetto a questa antica eredità, il mondo moderno ha dovuto creare un’incessante dialettica tra antico e nuovo nel continuo confronto con un tenace sistema simbolico religioso che non è riuscita a sostituire. In questo modo, il cristianesimo ha assorbito la modernità e ne è stato contemporaneamente assorbito.
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Mauro Pesce, Chi ha paura del Gesù storico, Bologna, EDB, 2015. 

9788810967676-chi-ha-paura-del-gesu-storico Negli ultimi cinquant’anni è stata condotta una ricerca appassionata per ritrovare la figura storica di Gesù, il suo messaggio e il suo modo di vita, un’indagine che si è estesa a quasi tutte le Chiese cristiane, agli ebrei, ma anche agli storici e agli esegeti privi di appartenenza religiosa. Nel quadro di una cultura europea spesso banalmente divisa tra clericalismo e anticlericalismo, si è trattato di tornare alle basi del cristianesimo, di restituire a Gesù il suo primato e di sciogliere le tensioni tra Scrittura e tradizione. Tuttavia, nonostante gli sforzi del concilio Vaticano II, il problema irrisolto del ritorno alle fonti ripropone ancora oggi l’interrogativo di pensare il cristianesimo all’interno della cultura umanistica e scientifica moderna.
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Mauro Pesce, La Sindone nei Vangeli, Brescia, Morcelliana, 2015

“Cinque anni fa, nel 2010, fui colpito dall’impegno con il quale le autorità ecclesiastiche cattoliche avevano organizzato pellegrinaggi di massa a Torino per mostrare la Sindone. Mi ero accorto ben presto dell’imponente propaganda e organizzazione capillare per questo evento. Nella buca delle lettere, infatti, avevo trovato un invito (rivolto a tutti gli abitanti del quartiere) a un pellegrinaggio organizzato da una parrocchia cattolica del centro storico di Bologna in cui vivo…”


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2014


Adriana Destro – Mauro Pesce,  Il racconto e la scrittura. Introduzione alla lettura dei Vangeli, Roma, Carocci,  2014

Il racconto e la ScritturaQual è l’attendibilità storica dei vangeli? Come si sono formati e su quali informazioni si basavano? Come si è arrivati ai diversi racconti orali e scritti della straordinaria vicenda di Gesù? Per rispondere a queste domande, nella prima parte del libro gli autori propongono una teoria critica della memoria e della tradizione; nella seconda, invece, suggeriscono una lettura antropologica dei testi, alla quale si accompagna un esame storico. L’intento è riscoprire le tracce degli eventi, incorporate ma spesso nascoste nelle testimonianze dei vangeli. Sulla figura di Gesù, subito dopo la sua morte, vi fu una molteplicità di informazioni trasmesse da gruppi che avevano conoscenze parziali ed erano dislocati in zone diverse della Terra di Israele. A partire da questo dato, gli autori ricostruiscono la mappa dei luoghi da cui provengono le fonti su cui si basa ciascun vangelo.
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Adriana Destro – Mauro Pesce, La morte di Gesù. Indagine su un mistero, Milano, Rizzoli, 2014. 

La morte di Gesù. Indagine su un mistero - Adriana Destro,Mauro Pesce - copertinaGesù fu catturato nel cuore della notte, ed esalò l’ultimo respiro il pomeriggio seguente. La sua fine fu rapida e passò inosservata ai più. Gran parte dei suoi uomini si era infatti dileguata al primo segno di pericolo: la crocifissione segnava la fine del loro sogno di rovesciare il sistema esistente, di ricostruire le dodici tribù di Israele e di regnare su di esse in nome di Dio. In poche ore il loro mondo era stato stravolto. Avrebbero potuto abbandonare la causa, rinunciare e tornare alla vita normale dei villaggi. Perché non lo fecero? A chi rimase fu chiaro da subito quanto fossero essenziali questi ultimi giorni per la comunità nascente, e il resoconto della morte venne rielaborato, ampliato e rimesso a fuoco. Fiorirono racconti e testimonianze, ma a tutto ciò che disse o fece Gesù fin dall’inizio venne attribuito un nuovo significato: la sua morte da sconfitta fu trasformata in vittoria e i seguaci corressero tutto ciò che per loro non era comprensibile o accettabile. Il risultato è che le nuove interpretazioni andarono poco alla volta a coprire e trasformare quello che era accaduto. I Vangeli e gli altri testi del primo cristianesimo, che gli autori rileggono in questo saggio attraverso le lenti dell’esegesi e dell’antropologia, conservano però delle tracce nascoste che ci consentono di ricostruire in modo attendibile la vicenda di Gesù. È solo grazie alla ricerca, infatti, che possiamo evitare di cadere nella trappola della fiducia incondizionata…


Maria Laura Giordano, Adriana Valerio (edd.), Donne e Bibbia nelle Riforme e Controriforme dell’Europa Cattolica. Secoli XV-XVII, Trapani, Il pozzo di Giacobbe, 2014

Donne e Bibbia nelle Riforme. copertinaLa Bibbia e la sua autorità costituiscono il nodo problematico sul quale si costruisce l’età moderna: intorno ad essa, infatti, e alla sua corretta interpretazione si spaccano la cristianità e l’Europa. Le donne sono indiscusse protagoniste dell’inquieta vita religiosa dei secoli XV-XVII sia nelle loro istanze di riforma del periodo umanistico sia nelle strategie di resistenza messe in atto nell’epoca della Controriforma che ostacola un loro approccio diretto con i sacri testi. Il volume affronta il cruciale rapporto donne-bibbia attraverso l’analisi di fonti inquisitoriali, letterarie, iconografiche e musicali in un originale intreccio tra ottica maschile e sensibilità femminile focalizzato sulle differenti realtà geografiche e culturali di Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Austria ed America latina. Lo sguardo attento alla particolarità dei contesti fa emergere un oggetto d’indagine che è al tempo stesso contenuto e forma di una relazione problematica, ma anche creativa e dinamica, con il testo biblico.

Indice


Laura Carnevale, Chiara Cremonesi (a cura di), Spazi e percorsi sacri. I santuari, le vie, i corpi, Padova, Libreria Universitaria, 2014

Schermata 2015-11-07 alle 12.06.22Il volume, curato da Laura Carnevale e Chiara Cremonesi, accoglie gli Atti del I Convegno Internazionale del Progetto FIRB Spazi sacri e percorsi identitari. Testi di fondazione, iconografia, culto e tradizioni nei santuari cristiani italiani fra Tarda Antichità e Medioevo, svoltosi a Padova il 17 e 18 dicembre 2012. Esso presenta una riflessione su santuari e “spazi sacri” come fulcro di itinerari che attraversano e ridefiniscono paesaggi, assetti sociali ed economici, sollecitando memorie mitiche e storiche, coinvolgendo esperienze individuali e collettive. Si tratta contesti esistenzialmente, processualmente e storicamente “densi”, in cui appare in gioco l’ambito religioso come quello politico, la dimensione economica come quella estetica, in cui intervengono processi di negoziazione e costruzione sociale e culturale.
La dimensione materiale, storica e simbolica di luoghi, di vie e di corpi viene qui investigata da storici del cristianesimo, storici delle religioni, archeologi e storici dell’arte.
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Gian Luca Potestà, Giovanni Vian, Storia del cristianesimo, Bologna, Il Mulino, 2014, nuova ed.

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Dalle origini a oggi, l’annuncio di Gesù ha influito su scelte di vita, linguaggi e culture, leggi e consuetudini. Nel corso del tempo le Chiese cristiane sono cambiate anche attraverso drammatici conflitti e rotture, si sono misurate in controversie e dialoghi con altre credenze e comunità religiose, sono entrate nei campi dell’etica, della politica, del diritto. Questo volume ripercorre l’intera storia del cristianesimo con uno sguardo rivolto sia allo sviluppo delle istituzioni ecclesiastiche sia alle forme di fede vissuta. Dalla prima diffusione del messaggio evangelico intorno al bacino del Mediterraneo fino al «cristianesimo globale» del terzo millennio, un affresco avvincente e completo..
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2012


Le parole dimenticate di Gesù, a cura di Mauro Pesce, Fondazione Lorenzo Valla, Milano, Mondadori, 2012

Tutto quello che sappiamo di Gesù è stato scritto da altri, alcuni decenni dopo la sua morte. Gesù parlava un dialetto aramaico, la lingua della sua regione, la Galilea, situata a nord nella Terra di Israele. Sembra che sapesse scrivere. Sicuramente sapeva leggere in ebraico antico, una lingua diversa dalla sua. Nessuno degli scrittori che tramandarono le parole di Gesù fu testimone oculare degli avvenimenti. Essi vivevano però all’interno di una ricca tradizione orale che tramandava con entusiasmo le cose fatte e dette da Gesù. Nacquero così rappresentazioni molteplici di Gesù, in parte simili e in parte diverse. Col tempo, le chiese antiche che divennero maggioranza nel cristianesimo, scelsero solo alcuni fra i vangeli esistenti, i quali divennero poi la fonte primaria per la conoscenza di quello che Gesù aveva detto. Ma altre tradizioni e altri scritti, benché marginalizzati, non cessarono di esistere. Questo libro raccoglie le parole attribuite a Gesù che non sono contenute nei quattro vangeli del canone del Nuovo Testamento (quelli, cioè, di Matteo, Marco, Luca e Giovanni) e che sono state tramandate in una notevole quantità di opere cristiane antiche in lingua greca e latina.
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Emanuele Fontana, Frati, libri e insegnamento nella provincia minoritica di S. Antonio (secoli XIII-XIV), préface de Nicole Bériou, Padova, Centro Studi Antoniani, 2012 (Centro Studi Antoniani, 50).

cop_csa50.jpgIl volume prende in esame la dimensione reale delle scuole dell’Ordine minoritico nella provincia di Sant’Antonio prima dell’istituzione della Facoltà di teologia a Padova (1363), con lo studio di una documentazione spesso scarsa, ma in compenso più abbondante rispetto alla situazione nota per altre aree. Il libro è organizzato in due parti fondamentali. Nella prima sezione, dopo uno sguardo alla normativa dell’Ordine, si prende in esame l’organizzazione degli studia e dell’insegnamento all’interno della provincia di Sant’Antonio, considerando anche le carriere dei frati, i codici d’uso e le opere dei lettori rimaste. Nella seconda parte sono collocati i profili prosopografici dei lettori, dei maestri e dei baccellieri della provincia. In base alla documentazione esaminata, risulta chiara l’importanza dello studium nel convento di Sant’Antonio di Padova, che divenne sempre più un punto di riferimento fondamentale nella rete delle scuole minoritiche in Italia.
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Luca Arcari, Visioni del figlio dell’uomo nel Libro delle Parabole e nell’Apocalisse, Morcelliana, Brescia 2012.

arcariOggetto di questa ricerca è la figura del figlio dell’uomo nell’Apocalisse di Giovanni alla luce della letteratura apocalittica giudaica: in questione è il rapporto tra l’esperienza di contatto con l’oltre-mondo presupposta nei testi cosiddetti apocalittici e la sua messa per iscritto. Il punto di partenza dell’indagine è il testo di Daniele: si cerca di rilevare come le successive riprese in ambito visionario non siano altro che riletture, amplificazioni o restringimenti dell’immagine presente in quel testo. Il Libro delle Parabole di Enoc è senza dubbio una testimonianza rilevante per chiarire i precedenti della personalizzazione messa in bocca a Gesù già a partire dal movimento protocristiano palestinese, visto che il testo giudaico ha, anch’esso, personalizzato la precedente immagine danielica (il cui significato primario era collettivo) in un contesto esplicitamente visionario. Per quanto concerne l’Apocalisse, si intende evidenziare come la ripresa dell’immagine vada ricondotta a polemiche “esegetico-visionarie” in merito alla rilettura di Daniele e come la portata “cristologica” del simbolo presupponga e, al tempo stesso, trascenda quanto riferito nella tradizione sinottica.


Giovanni Vian, Il modernismo. La Chiesa cattolica in conflitto con la modernità, Roma, Carocci, 2012.

La crIl modernismo. La Chiesa cattolica in conflitto con la modernità - Giovanni Vian - copertinaisi modernista fece vacillare la Chiesa cattolica all’inizio del Novecento. La dura repressione del tentativo di accogliere nel cattolicesimo alcune istanze contemporanee costituì l’acme del secolare conflitto della Chiesa con la modernità. Il volume ripercorre la storia della crisi modernista, presenta le principali proposte di rinnovamento e i maggiori protagonisti del riformismo religioso cattolico, indugia sulla condanna del modernismo come “sintesi di tutte le eresie” da parte di Pio X (1907) e sulla reazione antimodernista, si sofferma brevemente sui “neomodernismi” denunciati dal papato nel secolo seguito alla crisi e accenna ai fenomeni “modernistici” nelle altre tradizioni religiose.
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2011


Cristianesimo e Democrazia, a cura di Annibale Zambarbieri e Giorgio Otranto, Edipuglia 2011 (Consulta Universitaria per la Storia del Cristianesimo e delle Chiese, CUSCC). 

863_648Premessa di Giorgio Otranto
Introduzione di Annibale Zambarbieri
Gaetano Lettieri, Un dispositivo cristiano nell’idea di democrazia? Materiali per una metodologia della storia del cristianesimo
Giancarlo Rinaldi, Ridurre a minoranza. Riflessioni su alcuni percorsi dei pagani nell’impero dei cristiani
Luciano Malusa, Antonio Rosmini e la democrazia
Adriana Valerio, Donna, diritti, democrazia nel dibattito della Chiesa contemporanea
Annibale Zambarbieri, La repressione antimodernista
Liliana Billanovich, Agli antipodi della democrazia: note sul funzionamento della giustizia ecclesiastica negli anni Venti del Novecento
Bruna Bocchini Camaiani, La Chiesa e l’assemblea costituente
Giovanni Vian, Libertà e democrazia al Vaticano II
Raffaele Nigro, Chiesa e letteratura dell’inquietudine
Conclusioni di Giovanni Filoramo

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Consulta universitaria per la storia del cristianesimo e delle chiese